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Sicilia, ecco come saranno le prime primarie giallorosse d'Italia: il modello Squid tra “nomination”, sentiment e voto online

Candidature entro il 10 giugno, al voto il 16 o il 23 luglio. Ma fra Pd e M5S il nodo gazebo

Di Mario Barresi

Quando, ieri pomeriggio, Nuccio Di Paola ha accolto gli alleati nella sede grillina di Misterbianco, si aspettava di dover giocare una partita diversa. Dopo le rivelazioni sul metodo proposto dal M5S per le primarie per le Regionali (in alcune parti molto diverse dalla bozza di regolamento dei tecnici di Pd e CentoPassi), il capodelegazione pentastellato pensava di dover utilizzare chissà quali artifici per convincere gli altri della bontà del “modello Squid”.

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E invece no. Magari per la necessità di chiudere al più presto un accordo, gli alleati si mostrano disponibili sulle «proposte innovative». Al netto di qualche battuta per rompere il ghiaccio (c’è chi propone come metodo «chi si ricorda le formazioni del Palermo dagli Anni 80 a oggi»), viene accettato quasi tutto il “pacchetto”. Qualche perplessità sul nome della consultazione. «Chiamiamole Scelta Democratica», propongono i più tradizionalisti. Di Paola insiste sul calamaro del reality sudcoreano: «E perché non Scelta Squid?». Il tema resta aperto.

E dunque la Sicilia si prepara, a meno di clamorosi colpi di scena, a celebrare le prime primarie giallorosse d’Italia per le Regionali. C’è già un termine per le candidature: il 10 giugno a mezzogiorno. Ogni aspirante dovrà presentare un certo numero di firme autenticate a sostegno: l’ipotesi iniziale è di 2mila, ma potrebbero diventare di più. Chi vuole giocarsi la nomination dovrà poi assumere due impegni, con tanto di atto notarile: un patto di fedeltà nei confronti del vincente e l’obbligo di presentare, comunque vada, delle proprie liste in almeno cinque collegi provinciali. È stata cassata, per un’ovvia contraddizione con queste regole, la proposta grillina secondo cui gli sconfitti non avrebbero potuto candidarsi all’Ars.

 

 

Il combinato disposto di queste regole fa sì che il Pd (che continua a pensare a Caterina Chinnici) e Claudio Fava andranno avanti nelle rispettive corse; mentre nel M5S potrebbe esserci la possibilità di due o tre nomi: Luigi Sunseri, magari come nome istituzionale, ma anche Giancarlo Cancelleri (con un simbolo civico che lo esenterebbe dalla deroga al terzo mandato) e Dino Giarrusso.

Confermato anche il «percorso partecipato»: da 12 a 18 incontri tematici nei territori, in eventi in cui il pubblico - come chiesto da Di Paola - potrà «esprimere il proprio sentiment sugli sfidanti» (non si sa ancora come), pur non vincolante sul risultato. Il nuovo calendario fa slittare la data del voto finale: non più, come previsto nella bozza, fra l’8 e il 10 luglio, ma almeno il 16 se non addirittura il 23. Il capogruppo grillino all’Ars vince anche la battaglia sul voto gratis: niente “obolo” di uno o due euro, basta registrarsi in una piattaforma certificata.

E qui c’è l’unico nodo da sciogliere. Di Paola ribadisce il no ai gazebo, chiedendo primarie solo  online. Ma c’è chi, come Pippo Zappulla (Art.1) solleva il problema degli anziani e dei cittadini non “hi-tech”: come faranno a votare? I gazebo, inoltre, sono esplicitamente previsti nello statuto del Pd. Possibilista il segretario regionale, Anthony Barbagallo: «Sabato prossimo riunirò la direzione regionale e decideremo sulla modalità di voto. Spero si possa arrivare a un punto d’incontro».

 

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