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Sondaggi, l'avanzata (difficile) di Musumeci tra la temibile Chinnici e il terzo incomodo De Luca

Il governatore siciliano uscente sarebbe primo nelle intenzioni di voto raccolte da "Quorum-YouTrend": vincerebbe il faccia a faccia sulla competenza (41%-27%), ma perde sui canoni dell’indipendenza dai partiti (22%-30%) e dell’onestà (19%-35%)

Di Mario Barresi

Nello Musumeci vincerebbe anche nella congiuntura più rischiosa per il centrodestra: la sfida contro la più temibile candidata giallorossa (Caterina Chinnici) e il terzo incomodo Cateno De Luca. Il governatore, nel sondaggio di Quorum-YouTrend “Verso le elezioni regionali”, prevarrebbe anche in questo scenario, che per lui è il peggiore in assoluto: 39,7% contro il 35,5% dell’eurodeputata e il 13,8% di “Scateno”.

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Di fronte a candidati non meglio identificati, ad esempio, uno sostenuto da centrosinistra e M5S vincerebbe al fotofinish (37,5% a 36%) contro quello del centrodestra unito, con un civico di centro attestato al 13,5% e spazio politico (13%) per un quarto contendente. Il quadro, però, cambia se entra in gioco Musumeci. Che, col 40,7%, supererebbe il generico avversario giallorosso (30%), con gli altri due teorici rivali fermi all’11,1% e al 14,2%. E il presidente uscente, secondo il sondaggio, tornerebbe a Palazzo d’Orléans anche con sfidanti ben identificati: netto il divario con Giancarlo Cancelleri (45,2%-26,8%), un po’ meno staccato Claudio Fava (43,3%-32%), con l’ex sindaco di Messina rispettivamente al 15,7 e 14,9% nelle due simulazioni; fino ad arrivare al testa a testa con Chinnici. E proprio al confronto fra il governatore e la figlia del giudice ucciso dalla mafia vengono dedicati focus aggiuntivi. Il 37% «preferirebbe» Musumeci come prossimo presidente, a fronte del  32% pro-Chinnici; il 24% si esprime per «nessuno dei due». Il leader di DiventeràBellissima vince il faccia a faccia sulla competenza (41%-27%), ma perde sui canoni dell’indipendenza dai partiti (22%-30%) e dell’onestà (19%-35%).

 

 

 

 

 

Il sondaggio ipotizza anche una situazione di centrodestra spaccato: il governatore «sostenuto da Forza Italia, Fratelli d’Italia e altre liste di centrodestra» avrebbe il 41,7%, mentre De Luca sarebbe penalizzato dall’appoggio della Lega, scendendo al 12,9; Chinnici, in questa strana contesa a tre (non c’è la proiezione dell’asse Meloni-Musumeci in solitaria contro il resto della coalizione), otterrebbe il 33,1%. Hanno sempre un peso gli indecisi (dal 6 all’11,1%) e i potenziali astenuti (fra il 19,4 e il 22,4%). Musumeci vince anche nei pronostici: a prescindere da come voterà, il 28% pensa che sarà lui il prossimo presidente della Regione; a seguire De Luca (16%), Fava (9%), Chinnici e Cancelleri (6%).

 

 


Interessanti le intenzioni di voto per l’Ars. Anche questo sondaggio conferma il M5S (23,6%) prima forza in Sicilia, di una spanna sopra FdI-Db (23,1%). Tutti gli altri partiti non raggiungono la doppia cifra: Forza Italia al 9%, il Pd all’8%, la Lega al 5%. Nel centrosinistra spiragli per una lista Fava (4%), mentre tutti gli altri sono dal 2% in giù; significativa la proiezione per Sicilia Vera, il movimento di De Luca, che col 6,6% sarebbe la quinta forza rappresentata all’Ars (superando Matteo Salvini), con un ulteriore 3,6% per una seconda lista civica.

 

 

Il sondaggio misura anche notorietà e fiducia dei vari player in campo. Musumeci è conosciuto dal 95% dei siciliani (terzo dietro Mario Draghi e Giorgia Meloni, gli unici personaggi nazionali citati), con un buon distacco dall’onnipresente De Luca (73%), da Gianfranco Miccichè (71%) e da Fava (61%). Meno noti gli altri: Cancelleri 52%, Chinnici 45%, Peppe Provenzano 41%, Raffaele Stancanelli 37%, Nino Minardo 27%. E, al lordo di chi non li conosce, è emblematica anche la classifica della fiducia. Su Musumeci ne ha «molta o abbastanza» il 40% e «poca o nessuna» il 53%. Un dato sovrapponibile al giudizio sull’operato del governatore uscente: positivo per il 44% (appena il 6% molto; 38% abbastanza) e negativo per il 53% (abbastanza il 36% e molto il 17%). La bocciatura è netta (86%) per chi dichiara di votare De Luca, più contenuta (59%) fra gli elettori di Chinnici: ovviamente, per chi è propenso al voto per l’uscente, prevale il giudizio positivo per  il 72%. Ma, sul versante dell’apprezzamento, gli altri nomi in lizza non sfondano. Soltanto per Chinnici il sentiment favorevole (22% di molta-abbastanza fiducia) prevale su quello negativo (21% di poca-nessuna fiducia), mentre Fava si attesta su una parità: 29% contro 29%. Il peggiore è Miccichè (14%-55%), ma risultati poco confortanti anche per Cancelleri (18%-34%), Stancanelli (9%-26%), Provenzano (8%-31%) e Minardo (6%-21%). 

 

 

Ed è proprio dalla dicotomia fiducia-sfiducia che arriva un altro spunto per il dibattito sulla ricandidatura. Dato per scontato che Musumeci non gode del consenso di chi dichiara l’intenzione di voto per Pd e M5S (stesso dato negativo: 57%), fa una certa impressione scoprire che i più “fiduciosi” sul presidente della Regione siano gli elettori della Lega col 59%, seguiti da quelli di FdI (54%) e Fi (48%). Anche nell’elettorato moderato di Italia Viva, Azione e +Europa la fiducia (46%) prevale sulla sfiducia (37%).

 


Twitter: @MarioBarresi
   

 

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