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Sotto il Vulcano è cominciato il gran ballo per l'Ars: ecco chi spera in un seggio

Esodo da Palazzo degli Elefanti: già certi il presidente Castiglione così come l’assessore Lombardo. Voci su Mirabella, in lizza Porto. E Balsamo?  Molti  consiglieri puntano al “salto”

Di Maria Elena Quaiotti 

Quello del prossimo 12 giugno per i catanesi sarà soltanto un antipasto: si vota per i referendum sulla giustizia (e uno dei quesiti riguarda proprio l'abrogazione di quella legge Severino per cui il sindaco Salvo Pogliese sta “scontando” la seconda sospensione dalla carica di primo cittadino), per il resto l’attenzione è concentrata soltanto in provincia, dove si vota per il rinnovo di sindaci e Consigli in 20 Comuni. Sotto il Vulcano si guarderà con una certa curiosità ai risultati di Palermo e Messina. Ma i piatti forti devono ancora arrivare: in autunno la chiamata alle urne per le Regionali e poi, fra un anno esatto, la “chiamata” per Palazzo degli Elefanti. 

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Sono in molti, a Catania, a scaldare i motori per la corsa ai 13 seggi che la provincia etnea potrà esprimere, listino del governatore eletto a parte, all’Assemblea regionale.
Tra gli assessori comunali il “candidato eccellente” è  Giuseppe Lombardo (Autonomisti), che lascerà i Servizi sociali entro fine mese, mentre in casa Fratelli d’Italia «si sta sta lavorando» su Barbara Mirabella, titolare di Cultura e Grandi eventi, pronta «a mettersi a disposizione». In forse l’altro neo-meloniano Pippo Arcidiacono, assessore a Sanità e Mobilità, che però in un chiacchiericcio raccolto nei giorni scorsi nei corridoi del palazzo comunale, pare abbia detto: «Potrei candidarmi all'Ars, e vincere. Ma non lo farò perché voglio fare il medico». S

comparso invece dai radar, dal giorno delle sue dimissioni, Ludovico Balsamo. C’è chi è certo che sia uno degli assi nella manica di Cateno De Luca per la lista di Sicilia Vera nel Catanese. E, sempre restando agli ex assessori di Pogliese, Fabio Cantarella, nominato da fine marzo coordinatore provinciale della Lega, conferma «la candidatura con la lista Prima l’Italia dell’Ars di Luca Sammartino, dell'ex assessore Alessandro Porto e del sindaco di Motta Anastasio Carrà. Molto presto ufficializzeremo anche gli altri candidati radicati nel resto della provincia». Fra i quali potrebbero esserci almeno altri due primi cittadini dell’hinterland catanese, fra cui Carmelo Corsaro (San Gregorio).

Per la nuova Lega moderata, senza Carroccio né il nome di Salvini nel simbolo, quella delle Regionali sarà la prova muscolare per tentare di conquistare Catania con la senatrice Valeria Sudano. «Le candidature a sindaco saranno discusse dalla coalizione - precisa Cantarella - ma la Lega vuole scommetterci, ci proporremo come classe dirigente e punteremo ad amministrarla con una squadra competitiva».

Un breve sondaggio fra alcuni degli assessori in carica esclude un loro interessamento. Né Michele Cristaldi (Forza Italia) che ricorda: «Fin dall'inizio ho detto che mi sarei concentrato solo sul Comune, per portare a termine il mio incarico». Né Andrea Barresi che sottolinea: «Lavorerò sempre per la mia città». Nessuna ipoteca sul futuro anche per Enrico Trantino (Diventerà Bellissima, delega all'Urbanistica) e Sergio Parisi (FdI), che alcuni rumors indicano come papabile candidato sindaco di centrodestra. «Ma non ho il “physique du rôle”, pensiamo oggi alla città», taglia corto.

Tra i consiglieri comunali certamente in lizza, per i quali la legge non prevede le dimissioni, c'è il presidente Giuseppe Castiglione (Grande Catania), che lo ritiene «un passo dovuto, dopo una “gavetta” passata da consigliere di quartiere, provinciale e comunale», e azzarda anche una previsione nella suddivisione dei 13 seggi etnei: «Nove potrebbero andare al centrodestra, due al Pd e altrettanti al M5S». Si candiderà anche Daniele Bottino (Diventerà Bellissima), che conferma il dubbio di molti musumeciani: il movimento farà la sua lista, o una unica con FdI, partito che vede nei deputati uscenti regionali uscenti Gaetano Galvagno e Giuseppe Zitelli due “nomi forti”, insieme al dirigente di partito Dario Daidone, sostenuto proprio da Pogliese. Ma in FdI, dove alcune voci ben informate sostengono che sarà chiesto «il sacrificio della candidatura di bandiera» anche all’assessore regionale Manlio Messina, ci sarebbero anche Carmelo Nicotra, uno dei primi ad aver ufficializzato la sua corsa, e Agatino Giusti (passato da FI a “Cambiamo”).

Ha garantito di non correre all’Ars l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza: «Tornerò a fare l’avvocato», dice a chi gli chiede notizie sul suo futuro.

Non si candiderà il vicepresidente del Consiglio, Salvo Giuffrida (passato da Pogliese alla Dc Nuova). L'altro vicepresidente, Lanfranco Zappalà (Pd), conferma un interessamento per il suo nome all'Ars, «ma a 54 anni, con 30 anni di Consiglio comunale, e mai da assessore, opto più per Catania e in seno al centrosinistra», nonostante riveli «non aver mai digerito una coalizione Pd-M5S. Per quanto i vertici dei partiti possano essere alleati, senza contare i cambi di casacca, vedi Sammartino al quale manca solo il M5S, se la base che li vota non lo è…». 

In forse, fra i consiglieri, anche la corsa di Sara Pettinato, fuoriuscita da FdI per aderire a Sicilia Vera, il movimento di De Luca che tra i primi candidati catanesi ha presentato Santo Primavera, già consigliere provinciale. «Qualche sollecitazione per candidarmi l'ho avuta. Non lo escludo, ma non lo confermo  – afferma invece Salvo Di Salvo, ex dem passato a Grande Catania, ma sempre opposizione di Pogliese - auspico che nelle prossime ore l'alleanza di centrodestra, autonomisti, centristi, FdI, Lega e Forza Italia, trovino una sintesi». E su Catania «la mancanza del sindaco si sente, non credo sia giusto arrivare al commissariamento, ma la Regione ha autonomia nelle decisioni sugli enti locali e potrebbe adottare un provvedimento straordinario per mandare il Comune al voto in autunno».

In Forza Italia è scontata la ricandidatura dell'assessore regionale alle Infrastrutture - Marco Falcone - come capolista di una compagine che si preannuncia come molto agguerrita. In lizza anche l’ex renziano Nicola D'Agostino, oltre che l’uscente Alfio Papale (piuttosto innervosito dall’ingresso del nuovo acquisto acese), ma anche Giuseppe Castiglione, un altro pezzo grosso forzista, dovrebbe essere della partita, con il giovane avvocato Antonio Villardita, già leader delle associazioni universitarie azzurre, che ha aperto il comitato elettorale. In quest’area di centrodestra c’è un forte corteggiamento nei confronti del medico Nuccio Condorelli, già a Palazzo degli Elefanti per tre consiliature, protagonista di un exploit personale alle ultime Regionali con la lista Micari. Numerosi i partiti che si contendono l’ex alfaniano, da cinque anni fuori dalla politica, oggi primario a Gela.

In casa Pd è certa la discesa in campo, da capolista, del segretario regionale Anthony Barbagallo, mentre ci si aspetta il coinvolgimento della cosiddetta “area Cgil”, con in campo uno fra Angelo Villari, Concetta Raia e Giacomo Rota. Nessuna notizia in direzione Regione su Enzo Bianco (avvistato però a un “simposio” europeo della Nuova Dc di Cuffaro, assieme all’ex eurodeputato Giovanni La Via), che penserebbe invece al ritorno a Palazzo Madama, col sogno di riprovarci da sindaco. Dalla provincia si vocifera il gran ritorno per l’Ars di Giovanni Burtone - già su diversi scranni a Bruxelles, Roma e Palermo - oggi sindaco di Miltello.

Infine, sul fronte M5S (che ha nel catanese Dino Giarrusso uno dei principali aspiranti a Palazzo d’Orleans) aleggia la candidatura di Lidia Adorno, mentre ci si aspetterebbe il coinvolgimento del consigliere di opposizione più attivo (in termini di presenze e atti) Graziano Bonaccorsi, l’uscente Gianina Ciancio è al secondo mandato e punterebbe ad avere un ruolo alle Amministrative, mentre per la sua collega Jose Marano di Misterbianco il bis è possibile. 
 

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