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Politica

Telefonata Salvini-Berlusconi: vertice coi ministri di Fi e Lega per ricompattare il centrodestra

Secondo il Cavaliere le distanze tra istanze moderate e istanze sovraniste sono minime e si possano accorciare anche in vista di partite come quella del Quirinale

Di Giovanni Innamorati

Matteo Salvini e Silvio Berlusconi mettono in agenda per la prossima settimana un incontro a otto, vale a dire allargato ai rispettivi ministri che, simmetricamente in entrambi i partiti, esprimono una linea non sempre aderente a quella dei due leader. Un incontro incentrato sui prossimi provvedimenti sul tavolo di governo e Parlamento ma anche una scelta, quella di Berlusconi e Salvini, fatta nella convinzione che manovra, tasse o concorrenza, siano terreni dove le distanze tra istanze moderate e istanze sovraniste sono minime e le distanze si possano accorciare anche in vista di partite come quella del Quirinale. 

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«Ho sentito Berlusconi mentre c'era una pausa del processo - ha detto Salvini, a Palermo per il processo su Open Arms - ci vedremo la settimana prossima con i sei ministri». Un annuncio di routine se non fosse che i tre ministri di Fi nell’ultima settimana sono quelli che hanno dato fuoco alle polveri nel dibattito dentro il centrodestra. «Ci sono tanti temi che il centrodestra unito affronta in maniera concreta», ha commentato Salvini. In effetti, tranne che sulle pensioni , i temi dell’agenda di governo sono un terreno comune tra tutte le anime dei due partiti. Addirittura Salvini allarga il discorso della convergenza a Fdi che sta all’opposizione: «Ho messaggiato anche a Giorgia Meloni perché voglio una squadra e una coalizione compatti». Non ha invece avuto tempo oggi il leader della Lega per sentire, come aveva promesso, il ministro Brunetta che ha alzato le barricate contro «il centrodestra a trazione sovranista». 

Il ministro della Pa, interpellato telefonicamente, ha preferito non tornare sulle affermazioni di venerdì. Ma non ha perso occasione per osannare Mario Draghi e «questa esperienza di governo che deve proseguire ancora a lungo» dopo che S&P ha alzato l’outlook del debito sovrano italiano a «positivo» da "stabile». Per Maurizio Gasparri, invece, la soluzione non è quella suggerita dal ministro della Pa, cioè una coalizione che sostenga Draghi e che metta insieme popolari, socialisti e liberali, come in Ue: «Serve un centrodestra unito in cui siano più ascoltate le proposte di Fi». Il che implicherebbe tuttavia che la Lega per lo meno assumesse posizioni più vicine a quelle degli «azzurri» su temi centrali come il green-pass. E anche Guido Crosetto conviene che il centrodestra è competitivo con un centro più forte. 

 Ma un altolà alle querelle aperte da Gelmini, Brunetta e Carfagna lo pone Salvini: «Se vogliamo vogliamo essere determinanti per l’elezione del presidente della Repubblica a febbraio, basta con i litigi». Della serie: solo con un centrodestra compatto la candidatura di Berlusconi per il Colle avrebbe chance, non certo con una scomposizione degli attuali poli. Ma chi in Fi non crede che questo scenario si possa realizzare, ritiene di poter convincere il Cavaliere successivamente alla partita del Colle che questo centrodestra non è più competitivo. E allora si potrebbe pensare a una legge proporzionale, come suggerisce Osvaldo Napoli di Coraggio Italia, con l’obiettivo di realizzare alle politiche il programma di Brunetta. Magari, scrive Elio Vito su Twitter, con Berlusconi che designa Carlo Calenda suo erede. Antonio Palmieri è scettico su fatto che l’inventore del bipolarismo possa convertirsi al proporzionalismo e ricorda che finché la legge elettorale è il Rosatellum «per il meccanismo del voto utile, fuori dai poli non entri in Parlamento». 
 

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