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Totò Cuffaro e la sua ridiscesa in campo: «Ho sbagliato nel passato, ho distribuito prebende, ma ora sono cambiato»

Coinvolto nelle polemiche per via della sua condanna per favoreggiamento personale, l'ex governatore ha parlato del suo caso: «La pena in questo Paese è rieducativa e risocializzante, come dice la Costituzione? Mi spiegate perché bisogna rieducare e risocializzare una persona se poi bisogna tenerla interdetta?»

Di Redazione

«Se la lista della Dc Nuova avrà il 7-8% avrà un ruolo in Consiglio comunale a Palermo, se non farà il 5% sarà fuori. Non vogliamo assessori, lo dico fin da adesso. A me interessa rifare la Democrazia cristiana, che vuole un voto libero, ideale e senza prebende, degli assessori non me ne frega niente. Se avessi voluto avrei scelto un assessore come hanno fatto gli altri partiti: perché non ci credo più che il potere porti voti, perché se fosse vero io dovrei prendere 2 milioni di voti per quello che ho gestito e invece non li ho, perché tutto quello che ho fatto di potere è svanito, non esiste più: mi interessa il voto ideale».

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LO ha detto l’ex governatore della Sicilia Totò Cuffaro, parlando con i cornisti a margine di una iniziativa di “Nessuno Tocchi Caino”.

«Io ho sbagliato tutto – ha aggiunto - ho distribuito prebende, ho fatto l’uomo di potere. Nel passato piuttosto che coltivare l’aspetto ideologico dei partiti ho coltivato l’aspetto di scambio elettorale: per questo devo pagare un prezzo, questi sono gli errori che ho commesso e sono gravissimi perché ho alterato il giusto corso del rapporto elettorale. Io questo non lo voglio fare più, perché se avessi scelto di farlo mi sarei preso un po’ di deputati e li avrei candidati e invece nella lista della Dc Nuova sono tutti ragazzi che non hanno mai fatto politica».

Cuffaro ha anche parlato delle polemiche che in questi giorni lo hanno coinvolto: «Non ho mai contestato tutti quelli che esprimono un giudizio di inopportunità sul mio ritorno in politica, penso che abbiano tutto il diritto di poterlo fare. Però ho anch’io il diritto di pensarla diversamente? Non per questo li condanno, né tantomeno ne faccio una gogna mediatica per chi sale sul palco a dire le cose che ha detto nei miei confronti».

Cuffaro non sembra nemmeno entusiasta della ricandidatura di Nello Musumeci: «Non m'innamoro né di Nello Musumeci né di quelli che sono contro di lui. Porterò le mie idee se ho la possibilità di farla valere va bene, se non ce la faccio pazienza. Ho il nome di una donna per la presidenza della Regione siciliana, ma non lo dico altrimenti l’ammazzate prima».

E sul suo ruolo: «La pena in questo Paese è rieducativa e risocializzante, come dice la Costituzione? Mi spiegate perché bisogna rieducare e risocializzare una persona se poi bisogna tenerla interdetta, mi pare sia una contraddizione. Penso che una persona che ha pagato il suo prezzo e lo ha fatto rieducandosi e risocializzandosi, secondo la Costituzione e le leggi, ha diritto a tornare a fare la propria vita».

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