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Politica

Urne aperte in 10 Comuni siciliani: la mappa del voto (con un “impresentabile” a Misterbianco)

Adrano, Canicattì, Favara, Lentini, Porto Empedocle, San Cataldo, Rosolini e Vittoria al ballottaggio, ma riflettori sul Comune alle porte di Catania
Di Redazione

Si torna alle urne: oggi (dalle 7 alle 22) e domani (dalle 7 alle 15) andranno nuovamente al voto per il ballottaggio i cittadini di otto comuni siciliani che dovranno eleggere i nuovi sindaci. A contendersi la carica di primo cittadino saranno: a Canicattì Vincenzo Corbo e Cesare Sciabarrà; a Favara Antonio Palumbo e Salvatore Montaperto; a Porto Empedocle Calogero Martello e Salvatore Iacono; a San Cataldo  Gioacchino Comparato e Claudio Vassallo; ad Adrano Carmelo Pellegriti e Fabio Mancuso; a Vittoria Francesco Aiello e Salvatore Sallemi; a Lentini Saverio Bosco e Rosario Lo Faro; a Rosolini  Concetto Di Rosolini e Giovanni Spadola. 
 Urne aperte solo oggi, dalle 7 alle 23,  in altri due centri, dove le amministrazioni sono state sciolte per infiltrazioni mafiose: a Torretta, nel Palermitano, e a Misterbianco, nel Catanese. L’eventuale turno di ballottaggio a Misterbianco (nel caso in cui nessun candidato a sindaco raggiungesse il 40% dei consensi) si terrà domenica 7 novembre.

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A proposito di Misterbianco, all’ultimo momento, nel consueto screening effettuato dall’Antimafia nazionale, è venuto fuori un “impresentabile” fra i candidati al consiglio comunale. Si tratta di Giovanni Crisafulli, in lizza nella lista di Forza Italia a sostegno dell’aspirante sindaco  Marco Corsaro. «Il candidato - si legge nella relazione della commissione parlamentare - risulta rinviato a giudizio per un processo in corso di svolgimento dibattimentale per il reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, commesso secondo la prospettazione accusatoria fino al settembre 2008». E ciò viola il codice di autoregolamentazione dell’Antimafia che “boccia” la candidatura di Crisafulli, imprenditore con precedenti per maltrattamenti in famiglia citati da MeridioNews.

A La Sicilia, come riportato nel reportage su Misterbianco pubblicato venerdì, risulta anche un altro caso: un candidato che, a prescindere dal codice dell’Antimafia, ha inviato all’ufficio elettorale la propria rinuncia alla candidatura. Oggi, alla costituzione dei seggi elettorali, il nome del candidato che s’è ritirato è stato “cassato” nelle liste affisse nelle 40 sezioni.

Sempre sul voto  di Misterbianco, riceviamo una nota dall’avvocato Pietro Motta, su una vicenda citata nella pagina che il nostro giornale ha dedicato alla vigilia elettorale di Misterbianco: il processo per calunnia a carico di Giuseppe Bongiovanni, assessore designato di Corsaro, non legato al suo ruolo di impiegato comunale. «Bongiovanni ha una pendenza per calunnia (peraltro oramai ampiamente prescritta) relativa ad una accusa politica per presunti favoritismi rivolta, nel lontano 2011, all'allora vice sindaco Galasso. Quest'ultimo ha ritenuto che l'autore delle accuse, inviate in forma scritta ed anonima, fosse il Bongiovanni e sulla base di tale convincimento ha presentato denuncia. Il procedimento è ancora pendente dinnanzi la corte di Appello di Catania (in primo grado il Bongiovanni è stato assolto in relazione a tre delle quattro lettere a lui imputate) da oltre tre anni. Al riguardo il Bongiovanni ha più volte manifestato l'intendimento di non volersi avvalere della già maturata prescrizione ritenendosi del tutto estraneo all'accusa residuale posto che le critiche rivolte al prof. Galasso erano state pubblicamente esposte anche durante comizi elettorali dallo stesso Bongiovanni che pertanto non aveva alcun bisogno di inviare lettere anonime a chicchesia ed attende fiducioso lo svolgersi del procedimento. Infine, a scanso di equivoci, l'art. 10 della Legge “Severino” non prevede tra le ipotesi di incandidabilità l'eventuale condanna per calunnia e quindi il Bongiovanni possiede tutte le condizioni previste per essere, comunque, assolutamente candidabile». 

 

L'affluenza 

L’affluenza rilevata alle ore 12 negli otto comuni siciliani superiori ai 15 mila abitanti chiamati alle urne per eleggere il sindaco al ballottaggio è stato dell’8,92% rispetto al 10,38% di due settimane fa, con un calo dell’1,47%. Il Comune dove si è registrata l’affluenza più alta è stato Vittoria, nel ragusano, con l’11,53% addirittura superiore di oltre mezzo punto rispetto al primo turno; quello con l'affluenza più bassa Favara, nell’agrigentino, con il 5,98%, quasi dimezzata rispetto a due settimane fa. 

Negli otto Comuni siciliani in cui oggi e domani si sta votando per il ballottaggio per l’elezione dei nuovi sindaci, alle ore 19 si è registrata un’affluenza del 24,5%, in flessione rispetto al 32,33% del primo turno. 

 L’affluenza rilevata negli otto comuni siciliani superiori ai 15 mila abitanti chiamati a eleggere il sindaco al ballottaggio alla chiusura delle urne alle 22 è stata del 30,78% rispetto al 42,36% di due settimane fa, con un calo dell’11,58%. Il Comune dove si è registrata l'affluenza più alta è stato Vittoria, nel ragusano, con il 41,84%, in calo di poco più di un punto percentuale rispetto al primo turno; quello con l’affluenza più bassa è Lentini, in provincia di Siracusa, con il 17,84%, quasi venti punti in meno rispetto a due settimane fa. Un crollo legato anche all’ondata di maltempo che si è abbattuta sulla zona. 
 

 

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