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Voto ai 16enni, “obolo” di 2 € e patto di fedeltà: si delineano le primarie del centrosinistra in Sicilia. Ma il M5s mette il primo paletto

La scelta del candidato governatore giallorosso: il primo incontro fra i delegati dei tre partiti

Di Redazione

Il tavolo tecnico delle primarie non salta, ma traballa. Pd e Claudio Fava sembrano già talmente preparati sulle «regole condivise» per scegliere il candidato governatore giallorosso, da far sospettare agli (affannati) alleati grillini di averle già scritte. Magari non sarà così, ma il primo confronto fra i tre sherpa di centrosinistra ha una dialettica curiosa: da un lato il dem Alfredo Rizzo e Sergio Lima dei Cento Passi a buttare già ipotesi, proposte, modelli già sperimentati e date precise; dall’altro il padrone di casa (l’incontro è nella sede palermitana del M5S), Simone Morgana,  ascolta la raffica di idee di interlocutori  «pronti a raccogliere qualsiasi suggerimento». Prende appunti. Annuisce poco e pone dubbi. Molti. 

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Questi, alla fine del primo incontro, i punti di partenza. Che non è detto siano pure d’arrivo. Il primo, già risaputo, è la formula mista: banchetti stile dem più piattaforma web. Ma Nuccio Di Paola, nel pomeriggio, sembra perplesso: «A noi il voto al gazebo non piace». Il capogruppo M5S all’Ars mette il primo paletto (pesante) su un regolamento che per gli alleati è invece «molto semplice» da fare. Tutti d’accordo, invece, sul patto di fedeltà: chi perde alle primarie appoggia il vincitore nella corsa  alle Regionali.  Un’altra delicata regola: può partecipare alle primarie solo chi s’impegna a presentare le liste per l’Ars in un certo numero di collegi. E ciò per evitare candidature troppo fai-da-te, col malcelato scopo di ridurle a tre: Pd, Fava e M5S. Che, sul punto, nicchia. Prima del voto (la data più probabile resta  il weekend 8-10 luglio, ma i grillini prendono tempo) una dozzina di «assemblee tematiche» spalmate sui territori, per coinvolgere i candidati nel «tour all’americana» che piace al M5S.

In Sicilia parteciperanno anche i sedicenni. E  tutti gli elettori, dal vivo  o sul web, verserebbero un “obolo” di due euro. Poi il sistema anti-intrusione: non potrà votare  chi è stato candidato o eletto con forze di centrodestra. Complicato, sperò, confermare lo status a meno di fidarsi di autocertificazioni. A maggior ragione nel l’app (c’è quella delle primarie a Roma, ma al M5S è stato chiesto di sondarne altre) su cui registrarsi e per poi poter votare anche su cellulare e tablet. Un’idea «per favorire chi magari sarà al mare», ma soprattutto i residenti in Sicilia  fuori sede per lavoro o studio; una settimana di tempo fra lo stop alle iscrizioni e le primarie, per stanare «casi anomali». 

Tutto questo (e altro) il 3 maggio diventerà la bozza di regolamento inviata dai tre saggi al tavolo politico di coalizione. «Per discutere su più opzioni e non per fare quello che dicono loro», avverte Di Paola.

Twitter: @MarioBarresi

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