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Nuovo appello Fondazioni su Premierato, serve riforma bipartisan

'Criticità non ancora rimosse dal testo licenziato dal Senato'

Di Redazione |

ROMA, 11 LUG – “Auspichiamo che, nel corso del prossimo esame della riforma alla Camera dei deputati, tutte le parti modifichino i propri atteggiamenti, per assumere una postura più consona alla funzione loro affidata. Chiediamo, in particolare, alla maggioranza di ribadire la disponibilità ad accogliere modifiche al testo approvato in Senato e, qualora possibile, di valutare con spirito costruttivo gli emendamenti provenienti dalle altre forze politiche. Alle opposizioni di abbandonare l’atteggiamento di ostilità preconcetta fin qui manifestato, per aprirsi senza pregiudizi a un confronto nel merito”. Lo si legge in un nuovo appello delle quattro Fondazioni e Associazioni (Magna Carta, LibertàEguale, Io Cambio, Riformismo&Libertà), illustrato in una conferenza stampa a Roma per una approvazione bipartisan della riforma sul premierato. L’appello chiede a maggioranza e governo precise modifiche al testo licenziato al Senato ed ora all’esame della Camera e chiede al centrodestra di fare il primo passo per avviare il dialogo. “Condividiamo non da oggi – affermano le quattro Fondazioni – l’obiettivo di cambiare la forma di governo con regole che favoriscano la stabilità dei governi scelti dai cittadini. Un’esigenza matura da decenni, da realizzare sul piano nazionale in modo condiviso e con strumenti coerenti e funzionali, in particolare nel rapporto tra forma di governo e sistemi elettorali, tenendo conto delle esigenze di sistema poste dalla Corte costituzionale”. Nonostante il Senato abbia modificato il ddl originario del governo “le principali criticità segnalate non sono state ancora rimosse. O permangono invariate nel testo, come il mancato innalzamento del quorum per l’elezione del presidente della Repubblica e il mancato ampliamento del suo collegio di elezione; oppure vengono rinviate, in modo inappropriato, alla legge elettorale i cui punti chiave vanno invece conosciuti e valutati insieme alla riforma, in particolare per quanto riguarda la maggioranza con cui legittimare/eleggere il Presidente del Consiglio, le soglie per l’eventuale attribuzione dei premi, la loro ampiezza e l’eventuale ballottaggio, la questione dei possibili esiti difformi tra Camera e Senato, il peso da attribuire al voto degli italiani all’estero”.

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