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Regione, Colianni: «Priorità alle emergenze ma la grande sfida è l’innovazione»

I buoni propositi del neo-assessore regionale all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità che si sente pronto al ruolo dopo i sette anni a Enna da amministratore locale

Mario Barresi

16 Aprile 2025, 18:36

Francesco Colianni, neo assessore alla Regione Sicilia

Francesco Colianni, neo assessore alla Regione Sicilia

Assessore Colianni, perché un under 40 come lei, alla prima esperienza regionale, dovrebbe riuscire dove tanti altri, compreso il suo predecessore Di Mauro, alla sesta legislatura all’Ars, hanno fallito?

«Magari perché dietro la mia inesperienza, di cui ho letto in queste settimane e che in fondo ci può stare, ci sono sette anni di esperienza da amministratore locale, in un Comune capoluogo come Enna, che rappresentano una palestra da cui ho tratto insegnamenti importanti. E poi, forse, perché il lavoro di Roberto Di Mauro, rispetto al quale io mi pongo in assoluta continuità, ha prodotto dei risultati importanti in un contesto difficilissimo. Infine, perché io mi ritengo un umile collaboratore del presidente Schifani: lo aiuterò a realizzare il programma per cui è stato eletto dai cittadini siciliani e sarò al suo fianco anche nel suo importante ruolo di commissario».

Com’è stato il suo primo giorno di scuola a Palermo?

«Emozionante. Davvero molto emozionante. Vengono i brividi a giurare, da assessore, sugli scranni di Palazzo dei Normanni, forse il parlamento più bello del mondo. Anzi: senza forse. Ho ricevuto un’accoglienza straordinaria dalla deputazione e il primo contatto con Schifani e con gli assessori è stato eccellente».

Magari questa specie di magico incantesimo svanirà quando metterà piede in assessorato. Poco prima delle dimissioni, Di Mauro ha denunciato le voragini d’organico che impediscono di affrontare al meglio le due principali emergenze siciliane: rifiuti e acqua.

«Il fatto che l’assessorato sia sotto organico è un dato oggettivo. Ma questo non significa che chi è lì dentro sia scarso né che i vuoti non possano essere colmati al più presto. Ci lavoreremo subito e conto nel pieno sostegno del presidente per risolvere tutte le criticità. Di Mauro è comunque riuscito a far camminare questa macchina e negli ultimi tempi ha prodotto degli avvisi importanti, da cui si di deve ripartire. Certo, come dice lei questo è l’assessorato delle emergenze, ataviche, che affliggono la Sicilia. Ma io vorrei riuscire a ribaltare questa prospettiva: questo può essere anche l’assessorato dell’innovazione».

In che senso scusi?

«Basta pensare alla prima parola delle deleghe: energia. È la chiave di volta dello sviluppo futuro dell’Isola. Domani (oggi per chi legge, ndr) sarò a EcoMed, a Misterbianco, a un’iniziativa sull’idrogeno verde, sul quale il governo Schifani s’è già scommesso creando un osservatorio con le università. Ecco, vorrei che l’approccio fosse questo: non soltanto inseguire le emergenze, ma programmare all’insegna dello sviluppo e, appunto, dell’innovazione».


Le emergenze vanno comunque affrontate. Schifani ha fatto “all in” sui termovalorizzatori, un tema che non ha mai entusiasmato il mondo autonomista a cui lei appartiene.

«Le ribadisco il concetto di prima: mi sento un collaboratore del presidente Schifani. I termovalorizzatori sono nel programma di governo: pur essendo un tema divisivo, il ciclo dei rifiuti va chiuso».

Ma, se va bene, i lavori degli inceneritori di Catania e Palermo partiranno a fine 2026. Cosa si fa nel frattempo?
«Si lavora sui territori, dove c’è chi ha dimostrato che la sfida si può vincere. A Enna siamo passati dall’1,6 al 66 per cento di differenziata e da 200 milioni di debiti a una municipalizzata con le carte in regola. Mi scuserà per l’autocitazione, ma è per dire che i sindaci e gli amministratori locali devono essere i nostri primi interlocutori. Sul tema dei rifiuti voglio fare un grande lavoro con Anci Sicilia, oltre ad ascoltare le sollecitazioni di Ars e partiti».

E ascolterà soprattutto Lombardo…

«E perché non dovrei farlo? Io sono un uomo di partito e l’Mpa, con vent’anni di storia alle spalle, è una realtà consolidata. Sono da sempre legato a Lombardo, a cui riconosco acume e generosità: oltre a essere un leader per me è stato un educatore».

Sulla siccità Cocina è stato rassicurante, ma non troppo. Che estate ci aspetta?

«Cocina è un bravissimo dirigente. Fu decisivo a tamponare la crisi del 2024, così come i tanti sindaci che hanno aperto pozzi in ogni posto possibile. La siccità, legata al cambiamento climatico, sarà una delle sfide più complicate. È vero che in Sicilia manca l’acqua, ma è ancor più vero che quella che c’è si perde».

Schifani non sembra entusiasta dei due dirigenti generali del suo assessorato. Li cambierà?

«Ancora non ho nemmeno messo piede in assessorato. Mi dia almeno il tempo di acquisire tutti i dossier. Quella su un eventuale turnover sarà, in ogni caso, una valutazione da fare assieme al presidente Schifani».