Renzi a Palermo: «Mi davano tutti per morto e invece... “siamo ancora qua”». E lancia Faraone per le Europee
Il leader di Italia Viva ha parlato al termine della scuola di formazione politica per under 35 "Meritare l’Europa"
«Mi davano tutti per morto e invece, citando il poeta, siamo ancora qua, eh già…». Così Matteo Renzi, nel pomeriggio, incontrando i giornalisti a Città del Mare di Terrasini (Palermo) al termine della scuola di formazione politica per under 35 "Meritare l’Europa".
Il leader di Italia Viva ha parlato un po' di tutto, della Sicilia, del governo Meloni, dell'opposizione, delle prossime Europee, delle prospettive del suo partito.
Sulla Sicilia
«Per noi questa terra si salva con il lavoro, per combattere la criminalità serve il lavoro, pagato meglio ma serve il lavoro. Non serve il sussidio, che rende schiave le persone. Noi ci giochiamo la partita sul voto d’opinione. In Sicilia puntiamo al voto d’opinione, certo qua, dove il voto è organizzato, può sembrare una provocazione».
Il voto
«Come penso di prendere voti al centro? Con i nostri. Poi credo che larga fetta delle altre realtà sarà riassorbita da Forza Italia, non voglio dire se saranno De Luca, Lombardo o altri. Credo che Forza Italia rischierà di raccogliere gran parte del voto organizzato».
«Se uno ha votato Dc per tutta la vita, quando si trova nella cabina elettorale e vede da una parte il simbolo di Forza Italia con Gasparri e dall’altra il Centro di Renzi, seconde me vota Renzi. Poi può votare pure Gasparri, ma i democristiani si rivolteranno nella tomba. E' tutto molto chiaro e semplice, noi siamo i moderati e riformisti, loro sono i populisti».
L'opposizione
«Io trovo abbastanza sconvolgente che in questo ultimo mese il Pd abbia sostenuto le misure del governo, ad esempio sulle banche. Il M5s sostiene il governo sulle questioni della Rai, noi abbiamo fatto un’opposizione a questo governo durissima. Più dura di quelli che la fanno solo a parole. Noi facciamo opposizione a questo governo e siamo fortemente distanti. Siamo distanti da questo governo e distanti da questa opposizione».
«Il Conte del "gratuitamente vi metto a posto tutti" - ha continuato - ha lasciato un buco. Noi siamo contrari alla scelta di non prendere il Mes sanitario, alla scelta del governo Meloni sulla benzina, siamo contrari alla strategia del governo sui migranti. Poi ci sono due temi su cui siamo d’accordo: la giustizia e l’elezione diretta del premier. Noi non abbiamo cambiato idea, se su due temi la Meloni cambia posizione sta sulla nostra linea, a noi va bene. Ribadisco, noi siamo all’opposizione di questo governo e siamo all’opposizione di questa opposizione, siamo gli unici che stanno facendo opposizione».
Il Centro
«L'obiettivo con il Centro? Non seguire il populismo di sinistra di Conte e Schlein e nemmeno il sovranismo di destra di Meloni e Salvini, che fanno populismo e un decreto legge su ogni fatto di cronaca. So che è noto che laddove ci sono portatori di voti è difficile riuscire a scardinare il tutto».
«Per la Sicilia - ha sottolineato - questa proposta del centro può avere una sua suggestione. Centro inteso come spazio di riformismo e ideali di valori, che non sono di chi dice facciamo affogare i migranti».
Le Riforme
«Noi siamo all’opposizione di un governo che fa retromarcia su tutto» ma «siamo un’opposizione diversa». «Noi non appoggeremo il governo e non voteremo la fiducia» ma «su riforme istituzionali e giustizia, se Meloni non fa retromarcia anche su questo, noi certamente siamo a favore dell’elezione diretta del premier e della separazione delle carriere. Siamo d’accordo con Meloni perché significa essere d’accordo con noi stessi».
Faraone
«Se riusciremo a far candidare Davide Faraone alle Europee sono convinto che sarà una bella sorpresa. Noi siamo abituati a essere sottovalutati. Ce lo avete sempre detto, ci hanno detto che non avremmo fatto cadere Conte e Conte è andato a casa, che non avremmo mai avuto 17 regioni su 20 e invece non è stato così».
«In Sicilia ho iniziato con Faraone, continuo con lui e finirò quando finirò con lui al mio fianco. Siamo ormai una coppia di fatto». «Con il senno di poi - ha aggiunto - devo dare atto a Davide che aveva ragione lui e non Graziano Delrio quando, negli anni d’oro del "renzismo", avevamo oltre il 40 per cento e lui mi proponeva di mandare a casa la giunta Crocetta e di andare a votare».
Gli ex persi per strada
«Sono stato felice di offrire a Valeria Sudano la possibilità di andare in Parlamento, come a Carmelo Miceli o altre persone che poi ci hanno lasciato. Cercheremo di valorizzare la classe dirigente diversa la prossima volta ma senza alcuna polemica".
«Non ho rancore né astio verso loro, ma io non glieli vedo Sudano e Sammartino che sono passati con la Lega a votare per l’autonomia di Calderoli»