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l'intervista

Il Ponte, i fondi Fsc e le Europee in Sicilia, Salvini: «Le cose stanno così»

Il vicepremier: «Per l’Isola 39 miliardi di investimenti di Fs e quasi 17 di Anas in dieci anni»

Di Mario Barresi |

Ministro Salvini, sul Ponte la accusano di correre troppo. È una sua priorità ed è nel programma del governo, ma non c’è il rischio che per rispettare la deadline di luglio 2024 si sbagli qualcosa?

«Siamo determinati a realizzare il Ponte dopo decenni di chiacchiere e di troppi no, inizieremo i lavori quando tutto sarà chiaro e definito ma non voglio perdere tempo».

Il fronte del no, fra esposti e fischi a Ciucci, è agguerrito. La preoccupa lo scenario del referendum annunciato da Bonelli e Fratoianni? Magari vincerebbe il No trascinato dai voti del Nord…

«Mi dispiace che alle idee e ai progetti la sinistra preferisca reagire con insulti e carte bollate. Non sono preoccupato, d’altronde il Pci era contrario perfino all’Autostrada del Sole…».

Unioncamere ha presentato un “libro bianco” con le 15 opere prioritarie per la Sicilia. Lei ha contezza dei bisogni infrastrutturali dell’Isola? Cosa sta facendo oltre ad accelerare sul Ponte?

«Il Ponte serve proprio perché, a differenza del passato, c’è un piano di investimenti senza precedenti in Sicilia e Calabria. Nelle ultime ore il Cipess ha confermato interventi da 172 milioni nel contratto di programma Anas per la Sicilia. Come Fs, per la Sicilia sono previsti circa 39 miliardi di cui quasi 17 per Anas nel piano decennale. La Lega rivendica di aver voluto un piano di investimenti straordinario per la Sicilia che non ha precedenti nella storia».

Ritiene corretto che 1,3 miliardi di cofinanziamento per l’opera sullo Stretto siano stati prelevati dal “tesoretto” del Fsc della Sicilia? Se il Ponte è un’opera strategica nazionale perché non dev’essere interamente a carico dello Stato?

«Perché è un’opera a vantaggio di tutto il territorio nazionale ma che ricade sulla Sicilia e sulla Calabria, tanto che ci saranno molte opere a contorno del ponte dando concretezza a quella coesione territoriale voluta da Bruxelles. Aggiungo che anche Lombardia e Veneto contribuiscono alle Olimpiadi Milano Cortina, che daranno lustro a tutto il Paese. E la Sicilia ha ottenuto quasi 6 miliardi di fondi Fsc, la Lombardia meno di uno».

Lo stesso ragionamento vale anche per i termovalorizzatori? Il presidente Schifani, in veste di commissario, avrà 800 milioni per due impianti che la Lega invoca da anni ma che non tutti, anche nel centrodestra siciliano, spingono allo stesso modo…

«Nelle regioni dove la Lega governa da più tempo i termovalorizzatori ci sono e lo smaltimento dei rifiuti è un vantaggio per la collettività».

Il “barattto” fra lei e Meloni, autonomia differenziata in cambio di premierato, è stato rinviato a dopo le Europee. La premier temeva di perdere voti al Sud per la vostra riforma che qualcuno ha ribattezzato «secessione dei ricchi»?

«No, e mi sorprendono che ci siano dei dubbi sull’autonomia in una regione fieramente autonomista come quella siciliana».

A proposito di elezioni. I suoi rivali, anche interni, sperano che il voto di giugno sia la spallata definitiva alla leadership di Salvini. Cosa sta facendo, oltre ai debiti scongiuri, per evitare questo scenario?

«Sono fantasie giornalistiche che si ripropongono da anni».

La svolta “moderata” di Meloni, che flirta con Biden e ammicca a von der Leyen, per la Lega apre invece degli spazi a destra. Voi a Bruxelles avete altre idee…

«Noi non cambiamo idea e siamo sempre dalla stessa parte: diciamo che vanno difesi gli interessi italiani ed europei contro alcune follie come l’obbligo di auto elettrica, il cibo sintetico, la stangata sulla casa, l’immigrazione incontrollata».

A proposito di destra. Da settimane si vocifera di una candidatura di Stancanelli, eurodeputato eletto con FdI che l’ha “ripudiato”, nella lista della Lega. È solo fantapolitica?

«Raffaele Stancanelli, di cui conosco lo stile e il profilo di bravo amministratore e apprezzato eurodeputato, sarebbe un peccato disperdesse questo patrimonio di esperienza per la Sicilia. Per questo mi farebbe piacere parlarne con lui».

m.barresi@lasicilia.it

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