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lo scandalo

SeeSicily, “bruciati” quasi 21 milioni: la Commissione Ue ha chiuso i conti

Il buco del Turismo Nota di Bruxelles: «Spese irregolari» anche sui voucher per i trasporti, ora il taglio ammonta a 10,9 milioni. Ma ci sono anche 9,4 milioni spesi e non certificati

Di Mario Barresi |

Mentre davanti ai Palazzi della Regione c’era il cartello “Chiuso per elezioni europee”, le istituzioni comunitarie chiudevano tutti i conti sulle spese allegre del Turismo.E così, quando i politici siciliani s’erano appena tuffati in campagna elettorale, lo scorso 6 maggio arrivavano due scarne paginette sul tavolo di Vincenzo Celeste, “Ambasciatore straordinario e plenipotenziario”, rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione europea. A scrivergli è Themis Christophidou, direttore generale dellla Politica regionale e urbana della Commissione Ue. Una Pec, indirizzata anche ai vertici burocratici della Regione, del Mef e di Palazzo Chigi: «Revoca dell’avvertimento di possibile interruzione dei termini di pagamento limitatamente alle operazioni connesse a “SeeSicily”».

Ma l’oggetto trae in inganno

Il che, nonostante le potenziali speranze suscitate dall’oggetto, significa che gran parte delle risorse Fesr certificate all’Ue per i voucher turistici post Covid (ma soprattutto per la promozione dell’iniziativa) sono persi per sempre: in tutto 10.923.037,88 euro. Nella nota, infatti, il capo della direzione “Regio”, «dopo aver analizzato le informazioni fornite dalle autorità italiane» emette un verdetto senz’appello: anche gli ultimi fondi certificati (237.244,15 euro) «per l’acquisto di biglietti per voli/traghetti/aliscafi» non verranno riconosciuti alla Regione. «Sulla base degli elementi a loro disposizione, i servizi della Commissione – scrive Christophidou – considerano tale spesa irregolare». Quindi, «una correzione del 100% di tale spesa è necessaria in aggiunta alle misure già comunicate» nelle note del 31 gennaio e del 27 marzo 2024. Ovvero: è confermata la precedente «rettifica» (leggasi taglio di fondi che tornano indietro) di 10,7 milioni.

I giochi sono fatti

I giochi sono fatti. E l’hanno verificato, di persona, anche i dirigenti regionali di Programmazione, Audit e Turismo, proprio mercoledì scorso a Palermo, nel sopralluogo ufficiale della Commissione Ue per il «monitoraggio rafforzato» sul Fesr siciliano. Il punto più delicato, “Aggiornamento su SeeSicily” era previsto alle 16,15 negli uffici della Programmazione, l’ultimo all’ordine del giorno. In un gustoso siparietto finale, i super burocrati della Regione hanno provato a «riaprire i termini della rettifica», ma gli sherpa di Bruxelles sono stati irremovibili: la lettera del direttore della “Regio” «non era una proposta, ma una decisione incontrovertibile».

Non c’è più nulla da fare

Non c’è più nulla da fare. I 10,9 milioni di fondi «irregolari» certificati dal Turismo sono persi. E in parte la Regione li ha già restituiti: l’ultima tranche di 6,7 milioni è tornata indietro lo scorso 24 aprile, dopo i precedenti rimborsi (in tutto 3,6 milioni) risalenti a febbraio scorso e a dicembre 2023. Ma c’è un altro buco che atterrisce il governo regionale: gli impegni giuridicamente vincolanti. Somme già di fatto spese, ma non certificate alla Commissione Ue, che ha già chiuso la pratica “SeeSicily”. Il conto è presto fatto: per l’iniziativa, come ha avuto modo di appurare La Sicilia da fonti qualificate, risultano in tutto impegni per 42.986.000 euro. Dei quali 33.535.042 euro di spese certificate all’Ue. Cosa ne sarà dei quasi 9,5 milioni su cui c’è comunque un vincolo giuridico? Alcuni sono i bonus “vuoto per pieno” pagati alle imprese turistiche. Ma la fetta più grossa corrisponde ai contratti per la ricca campagna promozionale: 23,8 milioni (di cui 19 certificati) a disposizione per media, agenzie ed eventi collaterali in ogni più sperduto angolo dell’Isola.

Il buco finale

Il buco finale di “SeeSicily”, dunque, ammonta a quasi 21 milioni: 10,9 di fondi da restituire Bruxelles più 9,5 spesi ma ora senza copertura. Tecnicamente, per la Regione, è un maxi-debito fuori bilancio. Come verrà coperto? Nella maggioranza qualcuno sussurra di un blitz di FdI nella “manovrina” da 200 milioni (con dentro le risorse per ricapitalizzare l’Ast, più misure per le imprese e l’agricoltura) che sta per sbarcare all’Ars. Ma negli emendamenti finora depositati in commissione Bilancio, che da domani lavorerà al ddl, non ci sarebbe alcuna traccia. Eppure, secondo un più raffinato “analista” del centrodestra siciliano, «i soldi per coprire la catastrofe del Turismo saranno presi dal Fsc». In effetti, a leggere bene la tabella allegata all’Accordo di coesione firmato da Renato Schifani con la premier Giorgia Meloni, a pagina 48 c’è la voce “Agevolazioni per le imprese del settore turistico alberghiero ed extra-alberghiero”. Con 135 milioni a disposizione. I quasi 21 milioni bruciati da “SeeSicily” saranno recuperati da qui? Se l’idea fosse questa, ci vorrebbe un dirigente-braveheart per firmare le carte, dopo tutto quello che è successo.Anche perché, ironia della sorte, proprio mentre si chiudevano i conti fra Palermo e Bruxelles, la guardia di finanza acquisiva gli ultimi atti sui voucher turistici. Le fiamme gialle, negli uffici regionali, hanno sbandierato un mandato della Corte dei conti. Che, già attenta a precedenti spese (a partire dallo scandalo di Cannes), ha aperto un’inchiesta anche su “SeeSicily”, coordinata dal procuratore regionale Pino Zingale. Oltre a quello erariale, c’è anche il risvolto penale: sui fondi del Turismo resta caldo il fascicolo aperto dalla Procura di Palermo.

Le responsabilità politiche

Infine, le responsabilità politiche. Che nessuno – in un ipocrita “nascondino” fra governo e partiti della maggioranza regionale – finora s’è assunto. Magari ci sarà ancora tempo per farlo. Partendo da numeri che pesano come macigni sul groppone dei siciliani: dei quasi 75 milioni stanziati nella «finanziaria di guerra» per alleviare la crisi del turismo, 21 sono andati in fumo. Il resto? Soltanto 12,2 milioni sono finiti ai destinatari iniziali: albergatori, agenzie, tour operator. E, di questi, appena 5 milioni sono stati spesi dai turisti con i vari bonus. La cifra che resta nella memoria sono i quasi 24 milioni per la promozione: il doppio del monte-voucher, cinque volte i soldi effettivamente usati da chi è arrivato in Sicilia grazie all’iniziativa. Ma la festa, adesso, è davvero finita. No SeeSicily, no party. E il conto, prima o poi, qualcuno dovrà pur pagarlo.

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