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Sicilia, approvata all’Ars legge M5s sul recupero degli immobili nei centri storici

Di Redazione |

PALERMO – Approvata dall’assemblea regionale siciliana la “norma in materia di cessione di aree alle coop edilizia”. Il testo è passato all’unanimita con 33 voti favorevoli. «Un passo avanti contro la desertificazione e l’abbandono degli immobili nelle città siciliane, e specialmente quelli ubicati nei centri storici», lo definisce il M5S, promotore della legge (prima firmataria Stefania Campo)  che ne  promuove il recupero, grazie a contributi sugli interessi dei mutui a favore delle cooperative di recupero che abbiano fatto ricorso al credito per il recupero e/o per la rigenerazione urbana di immobili già esistenti, al pari delle già note cooperative edilizie.

«Sempre meno persone – dice Campo – vivono in centro storico in tutta la Sicilia: le case perdono valore e i luoghi si svuotano. Questa legge è un atto concreto che mira ad arrestare questo fenomeno.  I dati allarmanti dell’ultimo censimento evidenziano lo svuotamento dei centri storici siciliani, il 42% di quello ragusano, ad  esempio,  è vuoto, Ragusa e Caltanissetta hanno i prezzi medi più bassi tra gli ultimi 20 centri storici in Italia».

«L’autorecupero associato – continua Campo – può diventare un’ottima misura integrata di housing sociale e dare una risposta concreta al disagio abitativo. Senza dovere costruire nuove case, si potranno riutilizzare spazi già destinati ad altri scopi, contrastando lo snaturamento dei centri storici e l’espulsione delle fasce sociali storicamente presenti nell’edilizia minore delle città.  Questa legge ha un carattere sociale marcato e si lega alla scelta verde di ridurre il consumo di suolo, di contenere le speculazioni e di custodire l’identità dei luoghi che ci sono stati lasciati in eredità da coloro che ci hanno preceduto. Dà inoltre forza all’iniziativa dei gruppi sociali, di diventare responsabili del patrimonio pubblico e di soddisfare i diritti e bisogni fondamentali: essa si alimenta dello spirito di solidarietà del mondo cooperativo».

«Ora bisogna rendere la legge sulle cooperative di autorecupero edilizio, approvata oggi all’Ars, uno strumento realmente utile e di aiuto per i cittadini». È questo l’obiettivo delle proposte di modifica volute e proproste da Attiva Sicilia e che hanno avuto come fulcro 3 principi: ridurre l’emergenza abitativa, valorizzare e conservare il contesto urbano, con particolare riferimento al patrimonio già esistente, e incentivare processi di rigenerazione urbana.

Tra le proposte, diventate parte integrante della legge, quella relativa all’estensione dell’area in cui è possibile recuperare immobili: non più soltanto i centri storici ma l’intera area urbana. Inoltre, sono stati cambiati i requisiti delle cooperative: il numero dei soci, inizialmente fissato a un minimo di 9, adesso deve essere pari o superiore al numero delle unità immobiliari. Modificato anche il requisito reddituale per diventare soci della cooperativa nella direzione di rendere le cooperative più solide economicamente.

«Si tratta di proposte – spiegano Angela Foti e Valentina Palmeri deputate regionali di Attiva Sicilia – mosse esclusivamente dalla ratio di voler mettere a disposizione dei cittadini un testo di legge che potesse essere loro di aiuto. Tra le nostre proposte quella di estendere la possibilità di recuperare immobili inutilizzati a tutta la città, garantendo uno sviluppo ed una rigenerazione urbana maggiormente distribuita ed equilibrata. Siamo soddisfatti dal fatto che queste modifiche siano state approvate».COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA