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Politica

Giuseppe Conte avverte: «Non lasceremo che nostre riforme siano cancellate»

Il leader in pectore del Movimento ha parlato in una diretta sui social: «Non si tocca nemmeno il reddito di cittadinanza»

Di Paola Lo Mele
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 Giuseppe Conte presenta il nuovo corso del Movimento e, con ritrovato vigore, lancia la prima grande sfida al governo Draghi. «Non possiamo lasciare che le riforme realizzate vengano cancellate», dice senza mezzi termini durante la presentazione dello statuto. Il primo riferimento è alla giustizia, la spada di Damocle sul governo: «Vogliamo processi veloci ma non accetteremo mai che vengano introdotte soglie di impunità e venga negata giustizia alle vittime dei reati». Poi c'è il reddito di cittadinanza, che «non va smantellato» ma, semmai, «migliorato». Sono macigni che l’ex premier mette sul tavolo prima del faccia a faccia con Mario Draghi, previsto per lunedì mattina alle 11. Una giornata che aprirà una settimana bollente per le tenuta della maggioranza, dilaniata anche dallo scontro permanente tra Pd e Lega. Il governo non commenta limitandosi a ricordare in generale come proprio le riforme - e l’impegno sulle riforme - siano alla base della nascita stessa di questo esecutivo d’emergenza allargato a quasi tutto l’arco parlamentare. 
 L’incontro tra Draghi e Conte è stato convocato alla vigilia della scadenza dei termini per i subemendamenti al disegno di legge sul processo penale: quella riforma Cartabia indigesta a buona parte dei Cinque stelle, su cui però il premier non sembra affatto intenzionato a fare retromarcia. Da tutti gli incontri con i leader di partito è emersa la volontà di portare avanti le riforme secondo l’agenda di governo e la tabella di marcia concordata con Bruxelles - sottolineano da Palazzo Chigi -. Sui tempi delle riforme abbiamo preso un impegno. Il ministro Luigi Di Maio, rinnovando la piena fiducia in Conte, si dice fiducioso in una soluzione che coniughi due «visioni differenti». All’ala governista del M5s, però, si affianca quella più battagliera il cui malcontento, in questo caso, viene alimentato dall’intenzione dell’esecutivo di approvare il ddl al più presto. Non solo. C'è anche un altro dossier che agita i pentastellati e che potrebbe riservare sorprese: quello del dl semplificazioni criticato aspramente in diversi punti soprattutto dagli ambientalisti. Lunedì, a Palazzo Chigi, i nodi verranno al pettine e con loro si capirà la posizione del "nuovo» M5s nei confronti dell’esecutivo. La posta in gioco è altissima: se i pentastellati votassero contro la riforma della giustizia le conseguenze sarebbero imprevedibili, in quanto prima del 2 agosto, inizio del semestre bianco presidenziale, in teoria la legislatura potrebbe finire. Tanto che ambienti pentastellati temono che il governo possa anche chiedere la fiducia sul provvedimento. 
 Per ora Giuseppe Conte guarda altrove: al Movimento che riparte con «nuovo slancio», con «il vento delle battaglie che verranno» e dopo «mesi difficili. Io sono pronto e non mollerò di un centimetro - promette -. Il M5s dovrà essere compatto per confermare la fiducia dei 10 milioni di elettori che ci hanno votato» e guadagnare quella di «tanti altri». Il nuovo statuto, che è stato al centro di una vera e propria guerra intestina tra i pentastellati, contiene un vero e proprio sistema di pesi e contrappesi: il presidente (Conte) sarà «l'unico titolare" dell’indirizzo politico, «il rappresentante del MoVimento 5 Stelle in tutte le sedi» e coordinerà la comunicazione; il garante (Beppe Grillo) avrà il ruolo di «custode dei valori» e il «potere di interpretazione autentica, non sindacabile, delle norme» dello statuto. Il Comitato di Garanzia - tre persone elette su proposta del garante - potrà anche sfiduciare il leader. Ancora: cambia il simbolo e le cinque stelle, basta con le espressioni verbali aggressive che possono essere considerate al pari di comportamenti violenti. Ma, resta «il tratto distintivo», sottolinea l’ex presidente del Consiglio: «mettere al centro sempre e solo l’interesse dei cittadini». Gli iscritti voteranno il documento il 2 e 3 agosto (il 5 e 6 in seconda convocazione) su Skyvote, la piattaforma che verrà inaugurata il 21 luglio con la scelta del candidato sindaco per Torino. Poi Conte potrà essere ufficialmente incoronato 'leader'. «Serve l'impegno di tutti per poter affrontare le sfide che verranno - esorta il presidente della Camera, Roberto Fico -. Siamo una comunità, che va avanti insieme». 

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