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La disputa

A Ragusa la “guerra” dei patroni: per la Santa sede “San Giovanni è l’unico”

Così la risposta a un quesito della Curia, ma i sostenitori di San Giorgio non ci stanno e reagiscono

Di Michele Farinaccio |

Il detto, a Ragusa, oggi più che mai è sulla bocca di tutti. “Scherza coi fanti, ma lascia stare i santi”, è infatti il sentire comune dopo che la festa di San Giorgio potrebbe perdere la dignità patronale.Il campanilismo, tra i devoti al santo cavaliere e quelli devoti a San Giovanni, è antichissimo. Era stato superato. E che cosa succederà adesso? Difficile dirlo. Soprattutto a seguito della comunicazione che il dicastero del Culto divino della Santa sede – su richiesta della diocesi di Ragusa e in particolare del vescovo, mons. Giuseppe La Placa, dopo le istanze provenienti in questo senso dai fedeli del duomo – ha trasmesso nei giorni scorsi alla Curia. Lettera che, in buona sostanza ha evidenziato come, sulla base delle informazioni in possesso della congregazione, l’unico patrono riconosciuto della città di Ragusa è San Giovanni Battista.

E mentre i cittadini si dividono tra coloro che bollano certi campanilismi ormai come anacronistici e non più al passo coi tempi e mentre i componenti dell’associazione storico culturale San Giorgio, da poco costituita, annunciano battaglia, ci si chiede se la stessa cosa non possa succedere anche in altre città vicine, come per esempio a Modica dove San Pietro è quello ufficiale e San Giorgio è invece colui il quale, soprattutto negli ultimi anni, “conta” il maggiore numero di fedeli devoti.

Statua di San Giorgio

L’associazione storico culturale San Giorgio, intanto, sta reclutando soci, al momento sono state superate le 250 adesioni, e in questi giorni ha illustrato l’iter storico nel corso di una conferenza stampa.«Ci adopereremo in tutte le sedi opportune, senza andare contro nessuno, per mantenere salde le tradizioni che sono quelle di una intera città», hanno detto i rappresentanti dell’associazione, che «nasce allo scopo di tutelare e difendere le nostre tradizioni religiose che purtroppo diversi “nemici di Ibla” vorrebbero occultare. I nostri Padri – precisano ancora i responsabili dell’associazione “San Giorgio” – hanno reso splendore alla nostra Ragusa grazie anche al forte attaccamento alle proprie tradizioni e devozioni, cose che qualcuno oggi vorrebbe cancellare come si cancella il gesso dalla lavagna».San Giorgio dunque non sarà più il patrono di Ragusa? Non avrà più la stessa dignità di San Giovanni Battista? Il lungo excursus storico, a cura di Gianni Giannone, a sostegno del santo cavaliere come unico patrono di tutta la città, è partito addirittura dal 1360 a.C. e sembra che l’inizio del culto di San Giorgio risalga a ben 1500 anni fa, nel periodo bizantino.

«Si passa poi al 10 maggio 1643 – ha spiegato Giannone – con la Costituzione “universa” di papa Urbano VIII che obbliga le città a scegliersi il patrono e i ragusani scelsero proprio San Giorgio. Con l’atto pontificio dell’8 agosto 1643 il cancelliere dà il documento di questo». Dopo il terremoto ci sono i due Comuni e nel 1703 Ragusa viene unificata con San Giorgio patrono, sempre secondo i documenti che sono stati resi noti dai componenti dell’associazione. «Tutto rimane così anche dopo 1865 con la seconda divisione amministrativa – prosegue – Dal 1896 San Giovanni è il patrono di Ragusa superiore ma non della città di Ragusa che quando poi viene unificata definitivamente non può che avere come patrono San Giorgio o comunque i due patroni insieme come è stato evidenziato più volte dai vari vescovi che si sono succeduti alla guida della Diocesi di Ragusa. Chiederemo che il caso sia riaperto e sanato con la giusta sentenza. Si tratta di ingiustizie e azioni compiute volte a cancellare la storia di questa città». «Non è una lotta tra santi – hanno detto i componenti dell’associazione – ma una lotta per l’identità».

«Dove siamo disposti ad arrivare? Lo vedremo – dice Gianni Giannone – certo è che quando la congregazione dice che non può essere fatta eccezione all’articolo 5, proprio di fare questa eccezione non c’è motivo perché la elezione è già in capo a San Giorgio. In quanto ai commenti che possono esserci, noi chiediamo solo giustizia e di rispettare i nostri padri, chiediamo che sia detta la verità che c’è stata tolta negli anni ’80». E alla domanda su quali effetti potrebbe avere il togliere la dignità di festa patronale a San Giorgio, Giannone risponde che si tratterebbe certamente di un «impoverimento della storia della città». All’incontro promosso dall’associazione è stato presente anche il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, che ha ribadito la fiducia nel vescovo mons. Giuseppe La Placa. «Come succede nel civile – ha detto il primo cittadino – se c’è un primo pronunciamento ce ne può essere anche un secondo, ho un profondissimo senso delle istituzioni e noi oggi abbiamo la fortuna di avere un grande vescovo che potrà, se lo riterrà sulla base di sollecitazioni che faremo anche noi amministratori, fare i passi giusti per ottenere questo riconoscimento che non è scandaloso affatto, cioè il fatto che ci sia una città con due patroni. Ma bisogna seguire un binario e io credo nella giustizia».

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