"Cittadini segregati a casa nella zona 167 di Treppiedi nord a Modica"
La denuncia della Cgil: "Ascensori non funzionanti, ma nessuno si occupa di ripararli. Anziani non tutelati"
"Nella zona 167 di Treppiedi Nord di Modica si verificano fatti i cui risvolti negativi sono soprattutto subiti dalle persone più fragili che vi abitano. È il caso di quanto si sta verificando nel condominio del lotto 46, dove da 20 giorni i due ascensori sono bloccati". E' quanto denuncia il segretario della Camera del lavoro, Salvatore Terranova, in una nota inviata al sindaco e all'Iacp oltre che, per conoscenza, al prefetto. "È stato appurato - continua il sindacalista - che uno necessita un intervento di manutenzione straordinaria su cui la competenza ricade sull’Iacp, che pare abbia già provveduto ad incaricare il tecnico e a prenotare il materiale occorrente. È plausibile pensare che questo ascensore non potrà essere rimesso in funzione se non dopo le feste di Capodanno. Per l’altro ascensore non si comprendono le ragioni per le quali è bloccato da tempo. Se perché anch’esso necessiti di interventi straordinari e in tal caso la competenza ricadrebbe sull’Iacp oppure di interventi ordinari che non vengono effettuati e di questo non ne comprendiamo il motivo".
"Il dato inequivocabile - ancora la Cgil - è che i più anziani, i disabili, le persone affette da patologie di questo condominio sono costrette a stare nelle loro abitazioni e non possono uscire, perché non è agevole per loro affrontare la fatica di 10 piani da scendere se vogliono andare a fare una commissione o incontrarsi con gli amici e a salire quando devono rientrare. Questi cittadini assistono quasi impotenti alla loro sorte di segregati, pur non avendo alcuna responsabilità per le condizioni assurde venutesi a determinare nel condominio. E se non si interviene o meglio se non intervengono le istituzioni preposte, in primo luogo, l’Iacp è altamente probabile che la situazione di impedimento alla normale vita sociale durerà ancora per molto tempo, con la conseguenza di esporre a rischi tanti condomini".
"Noi della Camera del Lavoro di Modica - prosegue il sindacalista - abbiamo l’obbligo di invitare le istituzioni, tutte, ad interessarsi del caso che stiamo portando alla conoscenza di tutti, perché riteniamo che non può più essere consentito che si possano verificare gravi fenomeni di restrizione della libertà per i cittadini di questo condominio. Pertanto, ci rivolgiamo al sindaco della città, all’assessore ai servizi sociali, al prefetto, all’Iacp, a tutte le associazioni che hanno a cuore i diritti dei cittadini, per la semplice motivazione che questo cittadini hanno il diritto ad avere maggiori tutele e protezioni degli altri cittadini più fortunati di questa comunità modicana. Non mancherà alle istituzioni sopra ricordate di trovare il modo di intervenire per aiutare questi cittadini che meritano tutta la nostra capacità umana e sociale di stargli vicino".