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Il Comune di Modica istruisce una pratica da 154mila euro a favore di un'azienda agricola che sorge sul territorio di Ragusa. Il consigliere Spadaro chiede chiarimenti: "Come mai nessuno se n'è accorto?"

La ricostruzione attenta dell'iter mette in rilievo una serie di anomalie a detta dell'esponente del Pd

Redazione La Sicilia

24 Marzo 2025, 09:47

Serre calamita

L’azienda agricola solo formalmente è stata individuata come facente parte del territorio di Modica. Ma, in realtà, le particelle catastali indicano chiaramente che si trova a Ragusa. Nonostante tutto, è stato il Comune di Modica a liquidare all’azienda in questione un cospicuo contributo post-calamità. Come è possibile? E’ quanto si chiede il consigliere comunale di Modica, Giovanni Spadaro (nella foto sotto), che, dopo avere esaminato la documentazione, ha presentato una interrogazione. Mettendo in evidenza l’errore non da poco. “Il sottoscritto consigliere comunale, avendo fatto accesso agli atti, riscontra alcune anomalie della determina del dirigente III Settore n. 2491 del 04.11.2021, che espone di seguito – chiarisce Spadaro che aggiunge - la giunta comunale con la delibera n.297 del 17.11.2021  fa “richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza e di calamita naturale a seguito degli eventi atmosferici che si sono verificati nel territorio comunale in data 17.11.2021”. In data 26.11.2021 viene presentata domanda di richiesta danni da un cittadino (il cui nome ometto in questa fase per tutela della privacy) per danni alla copertura delle serre e danni alle piantumazioni in c/da Bussello Rampolo Crucià; in data 26.11.2021 veniva inoltre registrato il contratto di affitto delle serre e del terreno con decorrenza retroattiva dal 01.09.2021; in data 24.03.2022 viene presentata la “Ricognizione dei danni subiti e domanda di immediata ripresa delle attività economiche e produttive”, ed il danno quantificato risulta pari ad € 241.442,76  e l'importo ammissibile è di €.154.080,00”. E Spadaro continua la sua ricostruzione: “In data 07.07.2023 vengono prodotte le dichiarazioni sostitutive di Atto di Notorietà dei tecnici incaricati della Perizia dei Danni. In data 08.03.2024 l'ufficio tecnico comunica alla ditta che l'ammontare massimo del contributo è di €. 245.598,30 e che l'importo complessivo è di €. 154.080,00; in data 01.07.2024 viene protocollata la Comunicazione di Inizio Lavori; in data 26.07.2024 il Comune comunica alla ditta l'importo ammissibile che è di €.154.080,00 e che la ditta può già richiedere una anticipazione dell'importo nella misura del 25%, previa presentazione di Fideiussione Bancaria o Polizza assicurativa  o una garanzia  per l'equivalente importo del 100%; in data 12.09.2024 il Comune comunica alla Presidenza della Regione ed al Dipartimento della Protezione Civile  che la documentazione della ditta è completa e quindi può ottenere l'anticipazione del 25%. Ancora, in data 05.11.2024 la ditta chiede una proroga per il completamento dei lavori”.

Fin qui, dunque, la ricostruzione di Spadaro che chiede delucidazioni su alcuni aspetti che meritano di essere posti in rilievo. Quali? “La ditta ha registrato il contratto in data postuma all'evento calamitoso; il contratto di affitto registrato ha una durata che va dal 01.09.2021 al 31.08.2024 e non risulta agli atti nuovo contratto di affitto; il 05.11.2024 la ditta ha chiesto proroga dei lavori senza che in atto esista un contratto di affitto e quindi senza titolo a poterlo richiedere. Il sottoscritto chiede inoltre di sapere come sia stato possibile che gli uffici preposti ed i tecnici che hanno istruito la pratica non si siano accorti che le particelle dell'azienda di serricoltura non ricadano in territorio di Modica bensì nel Comune di Ragusa; eppure fin dalla domanda del 26.11.2021 è scritto in modo chiaro la dicitura “Ragusa Ibla”. A ciò si aggiunga che anche nelle perizie redatte dai tecnici si parla sempre di particelle ricadenti nel Comune di Ragusa e stranamente la pratica viene presentata nel Comune di Modica. Come si giustifica una tale svista?  Come è possibile che dal 2021 a quando è stata fatta la liquidazione di acconto nessuno si è accorto di tale errore? Quali azioni ha intrapreso o intende intraprendere il Comune per ovviare a tale errore?”.