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Ispica, in Consiglio comunale i vertici di Ati e Iblea Acque

Il consigliere Monaca: "Sollevati numerosi interrogativi, non convincenti le risposte arrivate"

Di Redazione |

La seduta dell’ultimo Consiglio comunale di Ispica è stata la prima occasione per confrontarsi con i vertici di Ati Ragusa e di Iblea Acque, ovvero con il presidente Lino Giaquinta e con l’amministratore unico Franco Poidomani, sull’attuale gestione dell’acqua pubblica, sulla questione delle bollette pazze recapitate ai cittadini e sui risvolti economici dell’ultima emergenza idrica di questa estate che ha lasciato la città senza acqua per troppi giorni.

“Nonostante gli interventi introduttivi di Giaquinta e Poidomani, ai quali si è poi allineato anche il sindaco Innocenzo Leontini, per cercare di convincerci sulla correttezza e sulla legittimità dell’operato di Ati Ragusa rispetto all’affidamento del Sistema idrico integrato alla società Iblea Acque S.p.A. – chiarisce il consigliere comunale del movimento politico di Cateno De Luca, Paolo Monaca – per noi è stata l’occasione di esprimere e documentare, carte alla mano, le carte false prodotte pur di arrivare all’obiettivo di concedere in affidamento diretto un appalto da 50 milioni di euro l’anno  in violazione di legge, contro le stesse linee guida di Anac ed Arera. E con questa siamo alla seconda performance politica dopo le carte false prodotte pur di motivare la nuova “discarica” rifiuti di Lanzagallo, tra Ispica-Pozzallo e Modica. Infine, come spesso accade, ci siamo sentiti replicare con motivazioni ridicole (“E’ stata una scelta politica”) e siamo stati destinatari di attacchi politici. Hanno cercato invano di screditare le nostre idee e le nostre battaglie di trasparenza ed efficienza amministrativa”.

Tutti i punti oggetto di contestazione

Un secondo punto ha riguardato le bollette pazze ricevute dai cittadini di Ispica così come quelli degli altri Comuni iblei. “A Ispica, in particolare – ha evidenziato Monaca – accade che il sindaco faccia un video per comunicare che la scadenza prevista al 15 novembre sia stata prorogata al 31 dicembre. Al contempo, prendiamo atto di una comunicazione proveniente dall’amministratore unico di Iblea Acque in cui si sostiene che le bollette devono essere regolarmente pagate. Come se non bastasse, a questa situazione contraddittoria se ne aggiunge una terza dal momento in cui il personale di Iblea Acque presente allo sportello di Ispica ha comunicato agli utenti che hanno ravvisato delle anomalie, riguardanti importi sovradimensionati, di fotografare i contatori dopodiché si sarebbe proceduto, in seguito alla compilazione di un modulo specifico, con l’emanazione di un’altra fattura sulla base delle comunicazioni ricevute. Insomma, perché tanta confusione? Qual è la strada corretta? L’amministrazione comunale ha comunicato che sta inviando ai cittadini le bollette del 2021 e il prossimo anno quelle del 2022. Secondo quale priorità i cittadini di Ispica dovrebbero pagare queste bollette? Secondo il principio dell’annualità oppure secondo qualche altro principio non ancora ben chiarito? Anche in questo caso nessuna risposta univoca ottenuta dai rappresentanti di Ati e Iblea Acque presenti in aula. Anzi, è stato possibile percepire un po’ di imbarazzo che ha denotato una certa improvvisazione su questo aspetto”. Tra l’altro, è stato rilevato dallo stesso Monaca che il gestore del servizio, quindi in questo caso Iblea Acque, ha l’obbligo di installare gratuitamente i contattori senza che questi costi gravino sulle tasche dei cittadini. “Mi è stato detto che è vero che è così – chiarisce ancora il consigliere Monaca – ma che, allo stesso tempo, i tempi di previsione per queste procedure di installazione non sono certi ed immediati”. Un ulteriore punto è consistito nell’esaminare con attenzione quanto accaduto questa estate quando il Comune di Ispica, per una emergenza alla rete idrica, si è visto costretto ad anticipare somme pari a 250mila euro che avrebbe dovuto sborsare Iblea Acque nel frattempo subentrata nel ruolo di gestore. “Questi costi di gestione saranno pagati dalla società in house – ha chiesto il consigliere Monaca – e se sì quando? Tra l’altro, risulta, sulla scorta di un accesso agli atti da me avanzato, che tre cittadini hanno presentato una richiesta di risarcimento danni per un importo complessivo di qualche decina di migliaia di euro proprio per i danni subiti da questa emergenza idrica. I danni in questione, che il Comune sarà chiamato a risarcire, attengono alla competenza delle somme che la stessa Iblea Acque dovrà corrispondere? Oppure non sarà così? L’amministratore unico mi ha risposto che in ordine ai risarcimenti non dovrà essere la società a corrispondere. Diverso il discorso per i 250mila euro che invece Iblea Acque erogherà appena avrà la disponibilità economica. Ecco, questo è il punto. Quando ci sarà questa disponibilità? Il Comune riuscirà ad introitare anche altre partite nel bilancio stabilmente riequilibrato come aveva chiesto pure l’assessore al Bilancio? Insomma, una serie di incertezze che lasciano il futuro tutto da decifrare e che non faranno dormire sonni tranquilli agli amministratori ma, soprattutto, ai contribuenti. Nel 2011 abbiamo votato per il referendum sull’acqua pubblica ed oggi avremmo desiderato una gestione ed un partner “tecnico” in grado di garantire servizi efficienti ed investimenti importanti. Anche questa volta un’occasione persa per ridurre il divario qualitativo tra Sud e Nord, tra cittadini-consumatori più fortunati ed altri che ascoltiamo sempre le stesse scuse”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA