La morte di Giuseppe Raimondo a Scicli si tinge di giallo: nelle prossime ore potrebbe esserci la svolta
Si indaga (anche) in ambito familiare: il pastore deceduto in ospedale a causa delle ferite da arma da fuoco
Non è stata ancora fissata la data per l’autopsia sul corpo di Giuseppe Raimondo, il pastore di 45 anni morto il 4 settembre scorso al Giovanni Paolo II di Ragusa dopo essere stato ferito da un colpo d’arma da fuoco. Quello dell’esame autoptico sarà un passaggio molto importante che potrà fornire informazioni rilevanti sulla dinamica dei fatti.
Analizzando ferite e lesioni i medici potranno avere una diagnosi completa e, quindi, un quadro più chiaro su ciò che è potuto accadere la sera del 22 agosto in contrada Fondo Oliva. Informazioni attese dagli inquirenti che stanno cercando di ricomporre i tasselli di quello che al momento rimane un giallo.
Il colpo è partito accidentalmente o chi ha sparato voleva uccidere il pastore? Le prime testimonianze rese ai militari della Tenenza di Scicli avrebbero fatto intendere che la pista accidentale fosse quella più accreditata, ma nei fatti le troppe cose non dette avrebbero insospettito gli investigatori che pare continuino ad indagare in ambito familiare.
Secondo alcune indiscrezioni ci sarebbe un indagato, ma la notizia non trova riscontri ufficiali. Un fatto è certo: sia che lo sparo sia stato accidentale sia che sia stato volontario, c'è chi ha premuto il grilletto e dovrà rispondere dell’accusa di omicidio colposo o volontario che sia. Se dovesse palesarsi la prima ipotesi, in ogni caso, sarebbe probabile che vi sia stata anche l’omissione di soccorso dato che il 118 è stato allertato in ritardo e che, a farlo, è stata la madre dell’uomo. Non trapela nulla sulle indagini in corso, quel che si sa è che le forze dell’ordine stanno continuando a lavorare al caso e a sentire persone che potrebbero conoscere fatti e dinamiche familiari. Se si fosse trattato davvero di un incidente di bracconaggio perché non dirlo subito? Perché rischiare di essere accusati di un reato molto più grave per nascondere uno o più reati minori?
La comunità sciclitana attende con apprensione l’esito di questa vicenda con l’auspicio che la morte di Peppe Raimondo non rimanga un caso irrisolto come al momento è quello di Peppe Ottaviano, trovato morto il 12 maggio del 2024 nella casa di via Manenti. Anche in questo caso la sensazione iniziale era quella di un caso di veloce risoluzione, ma nei fatti non è stato così. Le indagini sono risultate molto complesse e, nonostante diversi sopralluoghi effettuati anche dai Ris, evidentemente, non si sono trovate ancora le prove schiaccianti in grado di permettere di inchiodare l’autore, o gli autori, dell’efferato delitto.
Il 40enne venne trovato riverso a terra nella camera da letto, aveva due ferite alla testa, il setto nasale fratturato, diversi traumi alle costole e al cranio. A distanza di 15 mesi quella morte rimane un mistero, una ferita aperta per la comunità che spera ancora fiduciosa nella svolta. Dopo oltre un anno giallo si aggiunge a giallo con la morte di un altro Peppe e con un altro delitto che al momento rimane avvolto nel mistero.