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Libero consorzio comunale di Ragusa, sospeso il concorso contestato

La decisione è arrivata al termine di una serie di scambi di battute roventi e annunci a suon di querele. Ecco che cosa è accaduto

Giuseppe La Lota

14 Febbraio 2025, 09:24

Rosso e Dipasquale

La notte porta consigli anche al segretario generale della Provincia, Giampiero Bella. Il responsabile del procedimento Bella, visto l’esposto-denuncia pendente sulla vicenda del concorso che riguarda Nitto Rosso, ha sospeso la procedura concorsuale fino alla conclusione del procedimento.

Il colpo di scena notturno firmato dal segretario generale Bella, all’insaputa di tutti, coglie di sorpresa i protagonisti della vicenda. La determinazione del segretario generale è stata poi inviata al presidente della Commissione esaminatrice del concorso Cosimo Costa.

Intanto, ecco la cronaca di quanto accaduto ieri. Mezzogiorno di fuoco a viale del Fante tra Nitto Rosso e Nello Dipasquale. Motivo della disfida, il concorso per dirigente amministrativo a cui partecipa solo Nitto Rosso. Ieri si sono affrontati a singolar tenzone per presunte «estorsioni, calunnie e diffamazioni». Agli annunci di Rosso, il deputato Dipasquale replicherà dopo aver valutato la gravità di quanto detto da Rosso. La contesa giudiziaria coinvolge tre soggetti, perché dopo la conferenza stampa pirotecnica di Rosso anche il senatore Giovanni Mauro entra a gamba tesa e annuncia d’aver dato mandato al suo legale di «predisporre querela per diffamazione contro Rosso». Rosso ha affermato di «essere stato invitato a casa di Mauro che lo invitava a conciliare una posizione di alto profilo per sistemare una persona a lui cara e così tacitarla. Ho ribadito che non era il momento. Dopo questo rifiuto ho ricevuto diversi attacchi dal giornale di Mauro e per me si configura la diffamazione e l’estorsione».

Chi l’avrebbe mai detto che 3 figli di questa provincia nati e formatisi politicamente a pane e Democrazia cristiana, poi confluiti nella Casa delle Libertà, sarebbero arrivati a odiarsi anche a livello personale? Per un concorso per dirigente amministrativo bandito dalla commissaria Patrizia Valenti: 8 partecipanti, uno solo ammesso alla prova, Nitto Rosso, attuale dirigente in scadenza. L’escluso dal concorso, una volta grande amico di Rosso (entrambi sono stati dirigenti non stabilizzati dall’ex commissario Giovanni Scarso nel 2013), ha avviato l’accesso agli atti e denunciato il caso tramite un giornale di proprietà di Giovanni Mauro con un articolo firmato dall’ex pentastellato Dino Giarrusso. «Le procedure del concorso sono tutte nel rispetto della legge - sottolinea Rosso - perché non fanno ricorso al Tar?». Nello Dipasquale, nella conferenza stampa successiva a quella di Rosso, chiede l’annullamento del concorso «a garanzia della trasparenza, del buon andamento della pubblica amministrazione. I requisiti di partecipazione sembrano troppo blindati, si stringono al minimo i termini di presentazione e si comprime la platea dei partecipanti, che alla fine si riduce a 8 di cui 7 non ammessi senza indicarne le motivazioni».

Rosso resiste agli attacchi mediatici e politici, ma quando apprende che anche il suo parlamentare di riferimento Ignazio Abbate è firmatario, insieme a Dipasquale e altri, di un ordine del giorno che chiede di bloccare tutti i concorsi fino al voto del 27 aprile, ordine approvato dall’Ars in maniera trasversale ma respinto dal presidente Schifani, vacilla e medita le dimissioni. Durante la notte l’insonnia gli consiglia di non dimettersi e di andare avanti. Ieri mattina alle 10 in punto, volto scuro e teso, ma elegante come un manager moderno dev’essere, ha affrontato la stampa per dire «non mi dimetto e vado avanti». Ha valutato ciò che ritiene reati di diffamazione ed estorsione nei suoi confronti ed ha inviato un esposto giudiziario al procuratore capo Francesco Pulejo che dovrà valutare se ci sono estremi di reato. Nitto Rosso non è solo. La conferenza stampa di ieri è stata più volte interrotta dagli applausi di una sala “Gianni Molè” mai così piena e calorosa dai tempi dell’ultimo presidente Franco Antoci. I 282 dipendenti provinciali in servizio sono tutti con Rosso. «Ho trovato un ente in straordinarie condizioni economiche - sottolinea Rosso - 12 milioni di avanzo di amministrazione e 26 milioni di euro di avanzo vincolato. Ho rimesso mano all’organizzazione dell’ente, abbiamo dato dignità a tutti i lavoratori procedendo con le progressioni verticali e altre ancora ne daremo, non andrò via prima di completare questo quadro che ho promesso a tutti i miei colleghi. Ho messo insieme sindaci di destra e di sinistra e ho capito quali erano le esigenze più importati del territorio. A Ispica abbiamo fatto una piazza sul mare; a Cammarana (Scoglitti) dobbiamo ricostruire il ponte, a Ragusa Ibla serve un parcheggio, a Chiaramonte bisogna distruggere l’ecomostro».
Nella sala strapiena di dipendenti, anche i politici che sono con lui: Maria Monisteri sindaco di Modica, ormai avversaria politica di Ignazio Abbate; la deputata 5 stelle Stefania Campo: di entrambe tesse le lodi per le capacità amministrative e culturali. Lodi anche per la commissaria Patrizia Valenti, «la mia maestra, mai toccata da scandali, che nell’applicazione della legge mi ha dato mandato totale».

Rosso spiega i motivi per cui non si dimette più. «Ho ricevuto 200 messaggi di solidarietà per non farmi dimettere. Fra questi, Monisteri, i sindaci Salvatore Pagano, Gianfranco Fidone, la Campo, cara amica e deputato di un partito che non è il mio, l’on. Nino Minardo e il senatore Salvo Sallemi, il sindaco con cui ho il migliore rapporto in assoluto più di tutti si chiama Francesco Aiello, il primo ad essere stato informato: ha fatto di tutto per non farmi dimettere, anch’egli non vicinissimo alle mie idee; ma io non guardo il colore politico bensì i problemi del territorio».