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Modica, convegno Unitre: “Non bisogna avere paura del’IA a patto che dietro ci sia sempre l’uomo”

Interessante appuntamento di confronto tenutosi nella sala conferenze della fondazione Grimaldi

Di Redazione |

Ha avuto luogo a Modica, presso la sala  conferenze della Fondazione Grimaldi, l’annunciato incontro organizzato dalla locale sede dell’Unitre in collaborazione col Meic (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale) e con l’Associazione Italiana Maestri Cattolici) ed avente per tema “Intelligenza Artificiale, problemi ed opportunità” moderato da don Antonio Sparacino, relatore il prof. Franco Portelli. Dopo l’introduzione dei lavori da parte  di Enzo Cavallo,  che ha portato il saluto dell’Unitre,  è intervenuto il dr. Giorgio Polara che si è soffermato sulle ragioni che hanno spinto ad organizzare l’incontro sottolineando il fatto che il tema riguarda una materia di grande attualità e di non trascurabile interesse.

E’ seguita quindi la relazione del prof.  Franco Portelli che, dopo aver dato dimostrazione della animazione di alcune opere,  si è soffermato sul fatto che l’intelligenza artificiale sta già cambiando il nostro futuro. Diversi e tutti interessanti gli argomenti trattati: dai grossi investimenti per la realizzazione dei sistemi multimediali e per la sempre maggiore diffusione dei robot di ultima generazione e lo sviluppo della robotica. Una realtà in continua evoluzione sicuramente interessante ma anche destinata a rivoluzionare il mondo del lavoro e delle professioni. Si va verso un mondo diverso. I processi sono sempre più veloci: tanto da non rendersene conto. Molti lavori saranno sostituiti ed è reale il pericolo degli inevitabili licenziamenti per il subentro delle tecnologie al posto dell’uomo: queste le conseguenze che non possono non preoccupare anche per il diffondersi del caporalato intellettuale. Di fronte ad una situazione di tale portata unico auspicio non può che essere che la destinazione ai lavoratori delle risorse dell’aumento della produttività. Col suo intervento il dr. Polara ha poi considerato l’intelligenza artificiale una opportunità se destinata a produrre oggetti utili; ha espresso perplessità se essa dovesse essere destinata a fronteggiare questioni imprevedibili; ha detto no alla IA se dovesse essere finalizzata a limitare o a sostituire il ruolo dell’uomo. Ha infine concluso affermando che il processo, alquanto complesso, dovrebbe essere governato in maniera più convinta ed efficace la politica.

Nelle sue conclusioni don Antonio Sparacino che si è richiamato alla chiesa vista da Paolo VI come  esperta dell’umanità, all’accordo sull’etica dell’IA ed al ruolo del Vaticano e a quanto contenuto nell’ultimo messaggio del primo gennaio scorso, in occasione della giornata della pace. Riferendosi alle conseguenze della automazione per il lavoro ha auspicato che l’IA possa essere destinata alle attività ed ai compiti pericolosi  e che ci si dia da fare per evitare che la si utilizzi al posto dell’uomo. In ogni caso, ha  voluto specificare concludendo, non bisogna avere paura dell’IA purché dietro ci sia sempre l’uomo. Ha esortato a svegliarsi come cristiani e a orientare la educazione e la formazione non solo per una buona  conoscenza delle cose tecniche ma anche per dimostrare di saperle gestire a fin di bene auspicando una chiara posizione della politica.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA