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Ragusa

Venti di guerra in Ucraina e a Ragusa la Capitaneria "allerta" per la presenza di sottomarini

Lo Stato Maggiore ha spiegato che «tutto è sotto controllo» e che Nato e Russia si fronteggiano senza atteggiamenti aggressivi

Di Gianni Stornello

Le tensioni internazionali collegate con la crisi in Ucraina si spingono fino al mare e al cielo di Ispica e della provincia di Ragusa che in queste ore sono interessati da una notevole e rumorosa presenza di navi e aerei militari della Nato. Un fatto decisamente inusuale, così come inusuale è anche il coinvolgimento di un sommergibile in immersione che incrocia proprio in questi giorni le acque della provincia di Ragusa.

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Nulla di imprevisto, è tutto pianificato. Tanto che la Capitaneria di Porto di Pozzallo ha emesso per tempo un “avviso di pericolosità” ai fini della “tutela della pubblica incolumità, la sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana in mare”. 

 

 

Al largo della costa iblea è praticamente in corso uno stato di allarme che, limitatamente al dispiegamento nel mare ragusano del sottomarino Nato, durerà da oggi fino al 14 febbraio. Va precisato che il provvedimento della Capitaneria di Porto non è un’interdizione alla navigazione, quindi imbarcazioni e navi potranno comunque transitare regolarmente. A loro viene chiesto solo di prestare massima attenzione.

Il sommergibile fa parte della flotta dell’Alleanza atlantica che sta svolgendo un pattugliamento nelle acque territoriali italiane e degli altri stati della Nato con l’ordine di controllare “a vista” il passaggio di sei navi da sbarco della flotta russa che hanno raggiunto il mare antistante le coste meridionali della Sicilia. Lo Stato Maggiore della Difesa assicura che la navigazione delle navi russe è seguita dalle forze militari Nato e che nessuna delle due parti ha “comportamenti o volontà escalatorie”. Se allo stato guerra c’è, è insomma solo di nervi, a causa della crisi ucraina. Chiaro il fatto che una presenza militare russa di tale portata costituisce nel Mediterraneo un evento straordinario che si inquadra nel braccio di ferro militare in atto fra Occidente e Russia. 

Aerei ed elicotteri militari dell’Alleanza atlantica sorvolano spesso a bassa quota i centri costieri e il mare della provincia di Ragusa. Resta il dato importante che Ispica e tutta l’area iblea si trovano loro malgrado ancora una volta al centro di una guerra psicologica fra NATO e Russia. E il centro del Mediterraneo torna cruciale negli assetti tattici delle forze in campo. Il Mediterraneo si presta non poco a questo ruolo che ha svolto già in passato. L’area iblea potrebbe rivivere una situazione che sembrava essere stata archiviata definitivamente con la chiusura delle basi americane di Porto Ulisse e di Comiso conseguenti alla smilitarizzazione che aveva fatto seguito alla caduta del Muro di Berlino e al crollo dell’impero sovietico. Ma le grandi potenze sembrano non conoscere alternative. Non è un caso che Papa Francesco ha ultimamente fatto sentire la sua voce su un tema che un facile ottimismo aveva fatto passare in secondo piano.

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