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Pedalino (Comiso), si introduce nottetempo nell’abitazione di una donna per violentarla: arrestato tunisino

Le urla disperate della vittima e la reazione decisa di quest'ultima lo hanno fatto scappare

Di Valentina Maci |

Potrebbe essere la trama di un film ma, purtroppo, non lo è. Un tizio che si infila nella notte nel letto di una donna per stuprarla, lei urla, lui scappa. Uno dei peggiori incubi che una donna possa vivere. Il 9 luglio la polizia di Stato ha proceduto all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip presso il Tribunale di Ragusa, su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa. Il destinatario è un trentatreenne di nazionalità tunisina, irregolare sul territorio nazionale, responsabile del reato di violenza sessuale nei confronti di una donna di quarantaquattro anni di nazionalità rumena che vive a Pedalino.

L’uomo, la notte del 29 giugno, si era introdotto, di nascosto, tra le ombre della notte, all’interno dell’abitazione della donna mentre lei dormiva profondamente e, approfittando delle circostanze, aveva cercato di abusare di lei. Le urla disperate e la reazione decisa della donna, tuttavia, lo hanno fatto scappare. Dopo la denuncia della donna è scaturita una tempestiva ed immediata attività di indagine da parte degli investigatori della Squadra Mobile di Ragusa e del Commissariato di polizia di Comiso, con l’acquisizione e le analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nei pressi dell’abitazione della donna e nelle vie adiacenti che ha permesso, in breve tempo, di risalire all’aggressore. A conclusione delle Indagini fatte dalla Polizia di Stato, l’Autorità Giudiziaria ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare a carico dell’uomo, che è stato rintracciato poco dopo a Pedalino. La contestuale perquisizione domiciliare all’interno dell’abitazione del tunisino ha permesso di rinvenire gli indumenti indossati dallo stesso la notte della violenza sessuale. Espletate le formalità di rito, l’uomo è stato condotto presso la casa circondariale di Ragusa.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA