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Pozzallo, gli inquilini dei 48 alloggi da sgomberare: “Non ce ne andremo neppure con le bombe”

Situazione sempre più complessa dopo l'ordinanza firmata del prefetto. Voce unanime da chi rischia di perdere la casa: "Formeremo un foltissimo cordone umano, dovranno passare sui nostri cadaveri"

Di Redazione |

“Da qui non ce ne andiamo neanche con le bombe. Vogliono la guerra e la guerra avranno”. Rabbia e disperazione accomunano le 48 famiglie che si sono viste recapitare l’avviso di sfratto da parte della Prefettura di Ragusa per i lotti 12, 13 e 14 di piazzale Italia. Lo hanno raccontato a Calogero Castaldo di Rtm. Fra sabato e domenica, alcuni residenti hanno esposto i primi striscioni sui davanzali. “Più umanità” si legge in un lenzuolo. E ancora: “E’ un incubo!”, “Noi non usciamo”, e ancora oltre “Non siamo mobili da spostare, siamo persone”. Questi i primi “messaggi” che alcuni residenti hanno voluto manifestare in barba a quelle che sono le direttive che impone loro di lasciare l’alloggio negli ultimi giorni di aprile. Ieri si vociferava, a piazzale Italia, anche di una richiesta di tempo per scongiurare lo sgombero, da quanto si apprende, ma i margini per avere una proroga sembrano essere davvero minimi.

Nelle 48 abitazioni storie di varia umanità, come alcuni che hanno comprato l’alloggio dopo anni di sacrifici, gente che vive con aiuti dello Stato perché senza lavoro e vivono di piccoli lavori, molte delle volte in maniera occasionale e senza alcuna tutela, persone malate che hanno solo quell’unico bene, la casa, a loro volta “vittime” della cattiva politica e della burocrazia. E, a quanto pare, non è solo un problema di staticità dei palazzi.

“Abbiamo “urlato” da anni – dice un gruppetto di persone assiepate ai piedi del palazzone – la mancanza di controlli quando vedevamo più volte i nostri palazzi sbriciolarsi. Non sappiamo se sia vera la storia dei fondi distratti per la riqualificazione dei tre lotti a vantaggio dei palazzi Iacp del Comune di Scicli, vero è che abbiamo lottato per i nostri diritti, salvo poi accorgersi che nessuno veniva a controllare lo stato delle cose in periferia. Avevamo chiesto anche un po’ di illuminazione ma ci sono alcuni pali senza la lampadina da tre o quattro anni. Abbiamo anche paura di uscire la sera, è degrado assoluto. Si vede raramente una pattuglia dei vigili urbani o dei carabinieri. La domenica, alle prime luci dell’alba, vengono a scaricare l’immondizia nel nostro piazzale. Avevamo chiesto una telecamera per stanare i colpevoli. Niente. Completamente abbandonati”.

E sulla data fatidica dello sgombero, tutti hanno le idee chiare. “Non solo non faremo passare nessuno – rincarano la dose alcuni residenti – ma abbiamo già l’appoggio di molte persone che non abitano questi palazzi, i quali verranno a formare un foltissimo cordone umano per non far passare nessuno. Possono venire coi carri armati, dovranno passare sui nostri cadaveri. Venga il signor prefetto di Ragusa, che ha ordinato lo sgombero, a cercare una abitazione nel giro di dieci giorni. Ma siamo diventati matti? Da qui non si muove nessuno”.

Neanche il fatto che la Regione Sicilia possa contribuire con spese proprie a sistemare gli inquilini dei lotti sembra essere una scelta caldeggiata. “Noi abbiamo già la nostra casa – dicono – Non c’è bisogno di altre abitazioni. Non ci fidiamo di nessuno”.Insomma, la protesta sembra essere iniziata solo adesso. Altri striscioni saranno appesi nei prossimi giorni per protestare contro questa decisione, qualcuno parla anche di sciopero della fame da mettere in atto se, entro due o tre giorni, non arriveranno notizie positive. L’unica cosa certa è che sarà sicuramente una settimana difficile per le 48 famiglie “sfrattate” dai loro alloggi.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA