2 gennaio 2026 - Aggiornato alle 08:10
×

Ragusa, anche un ristorante panoramico al posto del Molino Curiale

Previsti appartamenti residenziali e spazi commerciali. Sarà salvata la parte antica e forse pure i macchinari al suo interno

Vanessa Amico

13 Luglio 2024, 15:20

mulino curiale (5)

Saranno certamente salvati la parte antica, la originale e molto probabilmente anche i macchinari al suo interno. Per il resto dello storico Molino Curiale di corso Vittorio Veneto 726 non rimarrà molto. Una cordata di imprenditori edili, che avevano acquisito il gigantesco immobile molti anni fa dalla famiglia Curiale, ha avviato la realizzazione di un progetto che prevede ovviamente appartamenti residenziali, ma anche spazi commerciali (certamente un supermercato in quello che fu l’enorme spazio di manovra dello stabilimento) e un ristorante panoramico all’ultimo piano dell’immobile, con gran bella vista sulla parte alta della città e fino alla lontana Etna.

Questo è quanto è emerso dal confronto con chi ha analizzato il progetto. Tra questi anche l’amministrazione comunale, che sostiene di aver chiesto ed ottenuto dagli impresari una quanto più ampia possibile porzione a verde dell’area. Oltre naturalmente ai parcheggi, numerosi, a disposizione dei residenti e dei clienti del supermercato, tra l’altro con facilità di ingresso perché è previsto un collegamento con la parallela via dell’Olivo. La parte più antica del complesso industriale, che risale agli anni 30 del secolo scorso quando il capostipite, il commendatore Vito Curiale fece la scelta di avviare una vera e propria attività industriale complessa ed organizzata, è del resto da molto tempo sottoposta ad un vincolo specifico in quanto chiaro ed assai interessante esempio di archeologia industriale. Discorso che vale anche per i macchinari.

La parte più recente del Molino Curiale, ovvero gli ampliamenti degli anni ’60 e ’70, verranno abbattuti. Abbandonato da quasi un ventennio, lo stabilimento fu luogo di lavoro per decine e decine tra operai, trasportatori, impiegati, tecnici. Al Curiale si produceva la farina e la celeberrima pasta Santa Lucia. Quando il marchio e l’immobile vennero ceduti, per la città di Ragusa si chiudeva un fondamentale episodio della centenaria storia industriale, l’ennesimo (seguirono, esattamente dieci anni fa, gli Ancione con lo stabilimento asfaltifero di contrada Tabuna).
Quei pacchi di pasta, i sacchi di farina di diverso peso, simboli essi stessi della produzione di qualità tipicamente ragusana, in un connubio stretto e felice con la campagna circostante fatta di tantissime piccole, medie e grandi aziende agro-zootecniche che ai Curiale (ma anche agli Scarso di un molino anch’esso in via Archimede e anch’esso scomparso da anni) vendevano il frumento, accatastato nei silos costruiti con il cemento prodotto dalla ABCD di Tabuna. Un cerchio, enorme, che si chiudeva con la produzione di ricchezza, di posti di lavoro. E simbolicamente si chiudeva al suono della sirena di mezzogiorno, udita da tutta la parte alta della città.