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Ragusa e la "maledizione" dell'ex convento del Gesù

Lavori infiniti per il sito che dovrebbe diventare il nuovo museo. A settembre erano ripartiti. Ora, però, un nuovo intoppo

Alessia Cataudella

16 Gennaio 2024, 22:51

Ex convento Ibla

I lavori di riqualificazione dell’ex convento di Santa Maria del Gesù avrebbero dovuto vedere la conclusione entro la fine del 2023. Le fonti di finanziamento scadevano, infatti, entro dicembre, ma la “finestra” resta aperta sul completamento. La conferma arriva dal sovrintendente di Ragusa, Antonino De Marco.
Il completamento degli interventi di riqualificazione e trasformazione del sito in uno spazio culturale - che andrà ad arricchire la rete museale della città - è molto atteso. Si tratta di un luogo le cui potenzialità sono enormi e la bellezza straordinaria. Era settembre 2023 quando era stata annunciato il “re-start” alla riqualificazione («La ripartenza dei lavori è una notizia che so per certo la comunità ragusana, e non solo, attendeva con grande interesse», il sovrintendente Antonino De Marco in quel frangente). In quella occasione, il parlamentare regionale del Pd Nello Dipasquale aveva pure ricordato che l’opera fu finanziata grazie al suo impegno per 7 milioni di euro all’interno di un piano economico complessivo di 20 milioni di euro per i beni culturali della provincia di Ragusa, di cui 5 milioni per il museo archeologico di Kamarina, quasi 6 per Cava d’Ispica e poco più di 2 milioni per Parco Forza; quello per il Convento del Gesù a Ibla uno dei finanziamenti più cospicui ricevuti dalla città di Ragusa negli ultimi anni. Il fallimento della ditta incaricata dei lavori aveva, purtroppo, imposto uno stop inevitabile, ma sbloccato lo scorso settembre appunto. Ora, si pensa al prosieguo.

«Le fonti di finanziamento scadevano entro il dicembre 2023, siccome non abbiamo completato, è stato fatto un decreto che proroga il completamento delle opere, a condizione che siano rifinanziate. Quindi, siamo in questa fase in cui aspettiamo, appunto, il rifinanziamento - riferisce il sovrintendente Antonino De Marco - Quello che succede col convento del Gesù, succede con altre mille opere dello Stato italiano. Per evitare che le somme in questione andassero perse, hanno aperto una finestra. Per cui queste opere, che sono per la gran parte completate, possono trovare questa finestra con dei finanziamenti che possono consentire di portarle a completamento. In questa finestra siamo riusciti ad avere il nostro piccolo spazio».
«Il territorio ha bisogno delle sue risorse - conclude De Marco - se noi siamo bravi ad ampliare l’offerta, anche chi ha un interesse collaterale, ne trae beneficio. Un’opera può essere un importante elemento attrattore per la terra che lo ospita».