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Ragusa, il sito archeologico accanto al Giardino ibleo resta un campo da pascolo: “Ma c’è un motivo perché accade ciò?”

Angelica (Italia Viva) torna a battere su un tasto dolente e chiede spiegazioni all'amministrazione comunale

Di Redazione |

“Premettiamo che Italia Viva non vuole mai avere atteggiamenti speciosi o strumentali, né tantomeno intervenire per partito preso contro questa amministrazione. Anzi, si cerca sempre di compiere delle valutazioni e di fornire il proprio contributo nella speranza che lo stesso sia ritenuto utile dal sindaco. Premettendo tutto questo, dunque, un aspetto ci sorprende. E cioè quello che riguarda una nostra sollecitazione, a dire il vero inoltrata qualche settimana fa all’indirizzo del primo cittadino e dell’amministrazione comunale, riguardante lo stato di salute degli scavi archeologici situati di certo in un sito strategico visto che insistono tra il parcheggio e il Giardino ibleo, quindi non certo collocati in una zona periferica o difficile da raggiungere”.

E’ quanto afferma il coordinatore cittadino di Italia Viva Ragusa, Filippo Angelica, che torna a battere su un tasto che non ha trovato l’adeguata attenzione da parte dell’ente di palazzo dell’Aquila. “Ebbene – continua Angelica – è arrivata la Pasqua, abbiamo celebrato la Pasquetta, giornate che, insomma, certificano un po’ l’apertura della stagione turistica anche per la città antica di Ragusa. E i visitatori si sono trovati dinanzi a degli scavi archeologici ancora lasciati come un campo da pascolo. Sappiamo che la competenza è della Soprintendenza. Ma questo, secondo noi, non vuol dire. Perché il sindaco, il Comune, che sono i padroni di casa, nulla riescono a fare per intervenire su un’area che, lo ripetiamo, insiste nel cuore di una zona strategicamente molto rilevante della nostra città sul piano turistico? Non può costituire una scusante il fatto che la gestione sia in capo alla Soprintendenza. Si attivi una specifica azione di persuasione”.

“Francamente – ancora Angelica – non riusciamo a comprendere, nonostante le nostre sollecitazioni al sindaco e all’amministrazione, le ragioni di tutto questo. Il sindaco non interviene perché ritiene sia giusto che i visitatori vengano dalle nostre parti e trovino questo biglietto da visita? Oppure non lo fa perché siamo stati noi ad affrontare la questione e a sollecitare la risoluzione del problema? E’ chiaro che in entrambi i casi non siamo d’accordo e abbiamo un’idea diversa della gestione della res publica. Nel caso in cui, poi, fosse la seconda motivazione, chiaramente siamo preoccupati. Non si capirebbe per quale ragione il primo cittadino non trovi una certa bontà in questa nostra sollecitazione. Perché è fin troppo evidente che se non si interviene in queste cose è inutile continuare a predisporre piani strategici, a investire denari, a chiamare consulenti quando poi lo status è questo, quando l’approccio alla risoluzione delle problematiche è quello di cui stiamo parlando. Probabilmente aumenteranno i like sui social ma le difficoltà strutturali del turismo e dell’accoglienza rimarranno appesi al palo. Se dobbiamo invitare degli ospiti a casa non facciamo trovare loro le pantofole sul divano o i bicchieri usati la sera prima sul tavolo. Perché i turisti ci diranno che probabilmente saremo simpatici ma sul fronte dell’accoglienza abbiamo ancora molto da fare. Quindi, vorremmo capire il perché di questo atteggiamento da parte dell’amministrazione comunale visto che lo stato di questi scavi archeologici è sotto gli occhi di tutti. Siamo stati tacciati di volere ricercare visibilità come quando ci siamo permessi di sottolineare che in centro storico c’era qualcosa che non andava, invitando l’amministrazione ad adottare dei provvedimenti urgenti. Spero che anche in questo caso non saremo tacciati di ricercare visibilità perché il nostro unico intento è quello di capire la ragione per cui non si risolve questa situazione”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA