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Santa Croce, il gruppo di Insieme: "Calpestate le nostre prerogative consiliari"

"Avremmo voluto contribuire in maniera costruttiva alle determinazioni dell'aula, ma ancora una volta ci ritroviamo tagliati fuori per una tempistica cervellotica"

Redazione La Sicilia

07 Giugno 2024, 11:29

Insieme Per Santa Croce 1

“Il sindaco ha smentito i ritardi nell’allestimento dei servizi della stagione estiva, eppure ha avvertito l’esigenza di convocare un Consiglio comunale “urgente”, con pochi giorni di preavviso, senza consultare la conferenza dei capigruppo e senza tener conto delle esigenze manifestate dall’opposizione”. Lo scrivono in una nota i consiglieri comunali di Insieme per Santa Croce Gaetano Riva, Alessio Mandarà e Piero Mandarà (nella foto), l’unico a partecipare alla seduta (data l’impossibilità dei colleghi). Quest’ultimo, in segno di protesta, è uscito dall’aula dopo aver letto una breve dichiarazione: “Le nostre prerogative di partecipazione sono state di nuovo calpestate. Non è più tollerabile”.

“Avremmo voluto contribuire in maniera costruttiva alle determinazioni dell’aula – sottolineano i consiglieri -, ma ancora una volta ci ritroviamo tagliati fuori per una tempistica cervellotica imposta dal primo cittadino al presidente del Consiglio, e accolta da quest’ultimo senza colpo ferire. Agnello ha confermato che è garante dei regolamenti, ma di certo non lo è delle opposizioni. Sul sindaco non abbiamo altro da dire, se non denunciare il falso buonismo di cui le sue parole sono intrise: dopo essersi assunto le responsabilità delle sue scelte (politiche), si assuma quelle della sua giunta, che è arrivata a giugno con l’acqua alla gola e senza una previsione netta e inequivocabile su come sarà la stagione estiva. Aver montato le passerelle sugli arenili non significa aver esaurito i propri doveri da amministratore: la procedura ed evidenza pubblica per l’assegnazione del servizio di gestione delle strisce blu e delle docce a gettoniera andava indetta per tempo e senza correre il rischio di un’altra gara deserta, come avvenne lo scorso anno”. “Prima di definire le nostre polemiche “strumentali” – aggettivo a cui è particolarmente affezionato – faccia ammenda per la sua prepotenza istituzionale, e poi magari ne riparliamo”.

“Non lo meriterebbe neppure, ma un’ultima riflessione – concludono – riguarda la consigliera Fidone, che ha rimproverato il suo ex gruppo consiliare per “l’abitudine ad abbandonare l’aula”. La consigliera è l’ultima a poter elargire lezioni di moralità o di qualsiasi altra natura, avendo tradito la fiducia dei suoi elettori cambiando casacca”.