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Livelli essenziali di assistenza, la Sicilia è tra le ultime regioni d'Italia

Supera l’esame, con quotazione 80, solo nell’area ospedaliera

Redazione La Sicilia

08 Maggio 2025, 13:59

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Nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza (Lea), la Sicilia è tra le ultime regioni d’Italia e non raggiunge la soglia della sufficienza nell’area della prevenzione e in quella distrettuale. Lo rivela il monitoraggio del ministero della Salute attraverso gli indicatori Core del nuovo sistema di garanzia per l’anno 2023, aggiornato ad aprile di 2025. A renderlo noto e a commentarlo é la Cgil Sicilia.

Il nuovo sistema prende in considerazione 88 indicatori relativi a tre macro aree - la prevenzione collettiva e sanità pubblica, l’assistenza distrettuale e quella ospedaliera - indicando in 60 la soglia della sufficienza. La Sicilia nella prevenzione si ferma a 49 ed è l’ultima regione d’Italia, nell’area distrettuale a 44 ( fanno peggio solo la Calabria e la Valle D’Aosta). Supera l’esame, con quotazione 80, solo nell’area ospedaliera, dove sotto la soglia si colloca solo la valle D’Aosta.

«Si tratta di una conferma - dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino - di una situazione nota. La sanità siciliana è spesso alla ribalta della cronaca per casi di malasanità. Ma il problema è più sottile- rileva- in quanto permea tutto un sistema caratterizzato dalla debolezza della medicina territoriale, da lunghe liste d’attesa, dalla impossibilità di un accesso alla prevenzione che riguardi tutti e che alla fine garantisca il diritto alla salute per tutti». Mannino afferma che «di una situazione che non va a soluzione sono responsabili il governo nazionale con i continui tagli alla sanità e il governo regionale che gestisce il settore come una torta da spartire per consolidare il proprio sistema di potere».