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Neonata morta ad Acireale, il dramma nel racconto dei genitori: «Il liquido amniotico era verde»

Nella denuncia ai carabinieri il drammatico racconto del padre. Il 31 dicembre era programmato l’intervento con parto cesareo, poi però annullato

01 Febbraio 2025, 08:00

ospedale acireale

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Il piccolo cuore di Silvia (assolutamente nome di fantasia) ha smesso di battere, secondo gli orari delle cartelle cliniche, alle 19,30 del 18 gennaio scorso. La mamma e il papà, due cingalesi di 43 e 37 anni, non hanno avuto il tempo nemmeno di darle un bacio e di sfiorarle la fronte. Quella bimba era considerata un «miracolo» per quanto era stata desiderata dalla coppia. Ora i due genitori stanno affrontando l’odissea di un’indagine. Perché vogliono capire cosa è accaduto. E soprattutto perché si è superato così lungamente il periodo naturale dei 9 mesi di gestazione prima di intervenire.

La procura di Catania - l’inchiesta è coordinata dalla pm Alessandra Russo e dal procuratore aggiunto Agata Santonocito - ha già acquisito la documentazione ospedaliera sia del Santa Marta e Santa Venera di Acireale che del Cannizzaro di Catania, dove la bimba è stata trasferita la sera del 16 gennaio “intubata”. La piccola è nata dopo un parto cesareo per cui si è proceduto «dopo un travaglio che si è prolungato per tutta la notte e tutta la mattina», annota nella denuncia ai carabinieri di Acireale il padre. Solo «attorno alle 13» i medici avrebbero deciso «improvvisamente di eseguire il parto tramite il taglio cesareo». Che sarebbe stato stabilito «perché dai dati strumentali» sarebbe emersa «una sofferenza fetale». La moglie gli avrebbe raccontato di aver visto «il liquido amniotico di colore verde».

Silvia è venuta alla luce alle 14,30. Ma fin da subito avrebbe presentato dei problemi «respiratori». Da lì il trasferimento al reparto di neonatologia del Cannizzaro. Il giorno dopo - il 17 gennaio - il padre avrebbe saputo dai medici che la figlia «aveva sangue nei polmoni». La piccola ha lottato per due giorni. Alle 2 di notte il papà riceve una telefonata: «La piccola è peggiorata». La mattina del 18 gennaio il quarantenne è andato a prendere la moglie all’ospedale di Acireale dopo che è stata dimessa. Immediatamente sono andati al Cannizzaro dove è arrivata la drammatica notizia.

Eppure c’era un parto programmato per il 31 dicembre 2024. La donna il giorno prima è stata ricoverata ma dopo tutti gli esami un medico («di cui non conosco il nome») gli avrebbe detto «che la bambina si era girata e non era più podalica e, quindi, si poteva procedere con parto naturale». La moglie quindi va a casa. È andata al Santa Marta altre 4 volte (il 4, il 9, l’11 e il 14 gennaio) ma l’avrebbero sempre rinviata a casa. L’ultima visita è fissata per il 16, ma la notte del 15 alla donna si rompono le acque. Da lì la corsa in ospedale e poi l’epilogo drammatico.

Ma non è finita perché la mamma dopo la morte della figlia si è sentita male ed è stata ricoverata per una forte infezione. Fortunatamente ora è fuori pericolo, ma è ancora al Cannizzaro. «Quella che ha colpito i miei assistiti è una tragedia - dice l’avvocato Gianluca Costantino - attendiamo fiduciosi gli accertamenti che saranno disposti dalla procura, tra cui l’autopsia. Ci siamo affidati dalla giustizia affinché si possa capire se in questa drammatica vicenda ci siano delle responsabilità».