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Salute

Morì per epatite dopo trasfusione, famiglia sarà risarcita

La donna, di San Biagio Platani, morì all'età di 46 anni

Di Redazione

Saranno risarciti dal ministero della Salute i familiari di una donna di San Biagio Platani morta a soli 46 anni il 12 gennaio del 2018 a causa di un’epatopatia cronica provocata dalle trasfusioni. La donna dall’età di 7 anni sin dal 1978 era stata sottoposta a trasfusioni. Dopo un anno le era stata diagnosticata un’epatite virale acuta. Da allora era stata più volte ricoverata. La commissione medica ospedaliera preposta all’accertamento aveva inizialmente sostenuto che non sussistessero i presupposti per il riconoscimento dei benefici richiesti così come il ministero.

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I familiari assistiti dagli avvocati Girolamo Rubino e Daniele Piazza avevano allora proposto un ricorso amministrativo al Ministero della Salute chiedendo l’annullamento del provvedimento con cui erano stati negati i benefici richiesti ed il conseguente riconoscimento dell’assegno reversibile per 15 anni. Nel ricorso era stata prodotta anche una corposa documentazione sanitaria. Il Ministero della Salute, preso atto della documentazione e del parere reso dalla commissione medica ospedaliera di Messina ha accolto il ricorso proposto, riconoscendo i benefici richiesti. 
 

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