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Salute

Sic, nel 2020 rinviati 400mila interventi di chirurgia

 Il congresso nazionale della Società italiana di chirurgia (Sic) si terrà nel capoluogo etneo dal 26 al 29 settembre

Di Redazione

«L'impatto del Covid sulle attività chirurgiche è stato notevole: durante il 2020 sono stati rinviati ben 400.000 interventi. Abbiamo avuto un anno e mezzo molto difficile, soprattutto nel primo periodo. Adesso, abbiamo ripreso a svolgere attività normale, ma le liste di attesa si sono allungate e abbiamo bisogno di trovare delle soluzioni per poter garantire in tempi brevi l’intervento chirurgico ad ogni paziente». Lo afferma il primario di Clinica chirurgica del Policlinico di Catania, Francesco Basile, anticipando uno dei temi della 123/ma edizione del congresso nazionale della Società italiana di chirurgia (Sic), che si terrà nel capoluogo etneo dal 26 al 29 settembre. Il giorno inaugurale è prevista la presenza del sottosegretario alla Salute, Paolo Sileri, e dell’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.

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I lavori - presieduti da Basile e dal direttore della Chirurgia generale e d’urgenza dell’ospedale Garibaldi Centro di Catania, Luigi Piazza e ai quali parteciperanno mille chirurghi, compresi molti giovani - si terranno in presenza nel centro fieristico Le Ciminere. Il convegno sarà articolato su vari simposi e tavole rotonde; otto le sale che ospiteranno vari temi scientifici, curati dai chirurghi maggiormente esperti nel campo ed è realizzato in collaborazione con Regione Siciliana, Città metropolitana, Comune e università di Catania. «Abbiamo voluto dare ampio spazio a tutte le discipline chirurgiche ma soprattutto ai migliori chirurghi d’Italia - sottolinea Piazza - che porteranno il contributo della propria esperienza. Tutto, ovviamente, verrà disciplinato secondo le norme Covid, in totale sicurezza». «Daremo grande rilievo all’aspetto dell’innovazione tecnologica che sta rapidamente crescendo e permette di eseguire interventi sempre più accurati, precisi ed efficaci - aggiunge Piazza - e, soprattutto, con minore trauma possibile per il paziente. Inoltre, l’utilizzo delle nuove tecnologie, in particolare quella robotica, permettono anche un insegnamento più efficace, diretto agli specialisti in formazione». 
 

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