Prevenzione sanitaria, in Sicilia è ancora insufficiente. I dati di monitoraggio del Nsg
Tra i risultati negativi il punteggio pari a 0 per i vaccini nei bambini a 24 mesi. Male anche stile di vita e screening. Troppi parti cesarei
sanità
I livelli essenziali di assistenza (Lea) in Sicilia non sono ancora sufficienti. Nel 2022 la Regione siciliana presentava due aree di assistenza, la prevenzione collettiva e la distrettuale, con punteggi che non raggiungono la soglia di sufficienza, pari rispettivamente a 47,2 e 58. E’ quanto emerge dall’analisi dei dati sul monitoraggio dei livelli essenziali di assistenza del "Nuovo sistema di garanzia" (Nsg), lo strumento del ministero della Salute attraverso cui viene misurata la qualità e l’appropriatezza delle cure fornite ai cittadini, presentato al ministero della salute. Dallo stessa indagine si registra anche un valore medio alto il punteggio dell’area ospedaliera, pari a 78,4
Male i vaccini per i bambini, lo stile di vita e gli screening
Analizzando i singoli indicatori "Core" dell’area prevenzione, si evidenziano: il punteggio pari a 0 nelle coperture vaccinali nei bambini a 24 mesi sia nel ciclo base che per il punteggio dell’indicatore composito sugli stili di vita (54,3) e quello dell’indicatore proporzione di persone che hanno effettuato test di screening di primo livello, in un programma organizzato per mammella, cervice uterina e colon-retto (36,2). Nell’area distrettuale, sempre nel 2022, si evidenziano tre indicatori che «non raggiungono il punteggio di adempienza": l’intervallo «allarme-target dei mezzi di soccorso" (punteggio pari a 0 - 23 minuti), numero deceduti per causa di tumore assistiti dalla rete di cure palliative (punteggio pari a 43,2); numero di anziani non autosufficienti in trattamento socio-sanitario residenziale in rapporto alla popolazione residente, per tipologia di trattamento (intensità di cura) (punteggio 33,7). Nell’area ospedaliera risulta "insufficiente" il punteggio dell’indicatore sui parti cesarei sia nelle maternità di I livello o comunque con 1.000 parti sia nelle maternità di II livello o comunque con più 1.000 parti/anno (pari a 28,4)