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Ricerca: plastica e integratori dai rifiuti umani, svolta per viaggi spaziali?

Roma, 28 ago. (AdnKronos Salute) – Trasformare i rifiuti umani in sostanze nutritive o plastica. E’ la nuova frontiera della ricerca che si presta ad applicazioni nei viaggi spaziali. I risultati degli studiosi della Clemson University statunitense sono stati presentati al 254esimo Meeting dell’American Chemical Society (Acs), che si è svolto a Washington.“Se gli astronauti […]

Di Redazione |

Roma, 28 ago. (AdnKronos Salute) – Trasformare i rifiuti umani in sostanze nutritive o plastica. E’ la nuova frontiera della ricerca che si presta ad applicazioni nei viaggi spaziali. I risultati degli studiosi della Clemson University statunitense sono stati presentati al 254esimo Meeting dell’American Chemical Society (Acs), che si è svolto a Washington.

“Se gli astronauti si apprestano a fare viaggi di diversi anni, dobbiamo trovare un modo per riutilizzare e riciclare tutto quello che portano con sé”, dice Mark A. Blenner della Clemson University. Ma anche i rifiuti che producono costantemente respirando, mangiando, utilizzando vari materiali. Blenner e la sua squadra stanno studiando come ripristinare queste molecole e trasformarle in prodotti di cui gli astronauti hanno bisogno, come poliesteri e sostanze nutritive. “Avere un sistema biologico grazie al quale gli astronauti possono svegliarsi da uno stato inattivo per iniziare a produrre ciò di cui hanno bisogno, quando ne hanno bisogno, è la motivazione del nostro progetto”, spiega.

Il sistema biologico di Blenner comprende una varietà di ceppi del lievito Yarrowia lipolytica, organismi che richiedono sia azoto che carbonio per crescere. Il team ha scoperto che il lievito può ricavare azoto dall’urina e carbonio dalla CO2 prodotta dal respiro degli astronauti. Per sfruttare però l’anidride carbonica il lievito richiede un intermediario che ‘fissi’ il carbonio in una forma assorbibile. A questo scopo i ricercatori fornirebbero cianobatteri fotosintetici o alghe.

Uno dei ceppi di lievito produce acidi grassi Omega-3, mentre un altro ceppo è stato progettato per produrre monomeri e collegarli per realizzare polimeri di poliestere. Questi polimeri, per esempio, potrebbero essere usati in una stampante 3D per generare nuove parti in plastica.

Al momento i ceppi di lieviti progettati possono produrre solo piccole quantità di poliesteri o sostanze nutritive, ma gli scienziati stanno lavorando per aumentare la produzione. Inoltre stanno esaminando anche le applicazioni sulla Terra, nell’agricoltura e nell’alimentazione umana. Ad esempio, ai pesci raccolti attraverso l’acquacoltura devono essere aggiunti supplementi di acidi grassi Omega-3 che potrebbero essere prodotti dai ceppi di lievito di Blenner.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA