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Salute: Censis, millennial ‘sedotti’ da cibo spazzatura, rischio obesità

Roma, 4 mag. (AdnKronos Salute) – Sedotti dal ‘cibo-spazzatura’: 1,9 milioni di italiani si definiscono amanti del junk food. E la quota più alta si registra tra i millennial. Un trend non privo di conseguenze. La buona dieta italiana, infatti, è anche all’origine del basso tasso di obesità degli italiani. Se adottassimo il modello alimentare […]

Di Redazione |

Roma, 4 mag. (AdnKronos Salute) – Sedotti dal ‘cibo-spazzatura’: 1,9 milioni di italiani si definiscono amanti del junk food. E la quota più alta si registra tra i millennial. Un trend non privo di conseguenze. La buona dieta italiana, infatti, è anche all’origine del basso tasso di obesità degli italiani. Se adottassimo il modello alimentare degli Usa, nei prossimi anni il numero di obesi potrebbe salire di oltre 15 milioni di persone, con costi sanitari e sociali aggiuntivi insostenibili. E’ quanto emerge da una ricerca del Censis che verrà presentata l’8 maggio a TuttoFood, la fiera internazionale dedicata al food & beverage organizzata da Fiera Milano, in programma fino all’11 maggio.

Al centro del rapporto con il cibo dei ‘junk food lover’ – indicano i ricercatori – c’è la passione per alimenti come chips, fritti vari e bevande gasate. Ben 1,2 milioni di italiani si autodefiniscono ingordi, persone che mangiano troppo di tutto. Tra i più voraci ci sono gli anziani e le persone a bassa scolarità. Nonostante tutto l’Italia oggi è un Paese virtuoso, ma il futuro è a rischio. Nel confronto internazionale relativo al 2014, con il 10,3% di obesi l’Italia si colloca in Europa al penultimo posto (meglio di noi solo la Romania), molto al di sotto della media dei 28 Paesi (15,9%) e più ancora rispetto ai tassi di obesità di Australia (27,9%) e Stati Uniti (38,2%).

In dieci anni però gli obesi nel nostro Paese sono aumentati del 4%. E le persone sovrappeso sono il 36,1% (+6% in dieci anni): un valore poco superiore alla media Ue (35,7%), Australia (35,5%) e Stati Uniti (31,9%). Il costo sociale attuale di obesità e persone sovrappeso è stimato in 30 miliardi di euro: è quindi una priorità educare alla buona alimentazione, cioè alla buona dieta italiana.

Per quanto riguarda le diete il rischio è nella grande diffusione dei regimi ‘fai da te’. Sono infatti più di 10 milioni gli italiani con almeno 25 anni che seguono diete prese da libri, riviste, social network e app. Di queste, 6,2 milioni sono donne e oltre 4 milioni uomini. Negli ultimi anni sono anche esplose le intolleranze alimentari, con oltre 8 milioni di italiani che dichiarano di soffrirne. E’ evidente un eccesso di diagnosi ‘fai da te’: più alte le quote di persone con intolleranze alimentari tra i millennial (25%) e i laureati (18,9%).COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA