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Beppe, il gelataio migliore d’Italia è un mauriziano “marca liotru”

Di Damiano Scala |

Catania – Dalle Isole Mauritius alla vittoria di Berlino, per il miglior gelato, passando per Catania. Una vita che sembra tanto un ottovolante per Mohammed Yousoof Abdul Rahman ma che tutti nel quartiere conoscono come Giuseppe, anzi Beppe. Un ragazzone di quasi quarantanni che ti strappa un sorriso solo a guardarlo. Accanto a lui, i tanti amici del rione che lo hanno praticamente adottato. «Non potevamo fare altro – spiega Orazio Grasso, presidente del comitato “Quartiere Attivo”- nella territorio di Borgo-Sanzio, tra piazza Abramo Lincoln e Largo Rosolino Pilo, ci conosciamo tutti e lui è diventato il nostro beniamino per l’allegria e il buonumore che riesce a trasmetterci. Ormai lo consideriamo “marca liotru” a pieno titolo».

E Beppe cosa ne pensa? «Mi sento siciliano e catanese a tutti gli effetti – racconta l’uomo – da quando sono qui non ho mai sentito nostalgia di casa. Qualcosa vorrà pur dire, no?». Eppure quando lasciò le Isole Mauritius mai si sarebbe aspettato che il suo lungo girovagare lo avrebbe portato in Sicilia. «Anzi – dice Beppe – quando decisi di fare armi e bagagli ed andare via alla ricerca di una nuova vita non sapevo nemmeno dell’esistenza della Sicilia». Una storia come tante altre accomunate dalla possibilità di inseguire un sogno e di aiutare i propri familiari. Novemila chilometri fatti con una valigia carica di aspettative, speranze e con qualche vestito. «Perché ho scelto l’Italia? Il mio vicino di casa aveva già preso questa decisione e mi parlava tanto bene del Belpaese. Sono arrivato a Milano, cominciando a lavorare nel settore delle pulizie, e da allora non mi sono più fermato. Anzi, guardandomi indietro posso dire che ne ho fatta di strada da allora».

Durante il lungo girovagare su e giù per l’Italia Beppe arriva prima a Corleone e poi a Trapani. Qui incontra l’uomo che cambia la sua vita. «Parliamo del maestro Aldo Uzzo che io chiamo “Zio Aldo”- prosegue Beppe – all’inizio facevo le pulizie all’interno della sua attività poi osservandolo, giorno dopo giorno, mi sono appassionato al gelato: dalla selezione degli ingredienti, alla preparazione fino alla sua degustazione. Da qui comincia il mio apprendistato che mi porta a seguire il “maestro” pasticcere fino a Catania». Una evoluzione continua, fatta di studi e di selezione degli ingredienti, che ha portato Beppe a conoscere la ricetta segreta di zio Aldo. Una “formula” top secret da rispettare alla lettera passo dopo passo. «Niente semi-preparati, solo materia prima locale di grande qualità – sottolinea il ragazzo – dal pistacchio di Bronte alla mandorla di Avola passando per il latte di collina. Ovviamente il tutto amalgamato con amore e passione». Detta così potrebbe sembrare molto semplice ma in realtà non lo è. «La differenza la vedo sopratutto con il gelato mauriziano che ricalca il modello inglese: un prodotto distante anni luce da quello che facciamo qui in Sicilia». Un risultato vincente che ha saputo conquistare anche il palato di grandi esperti e che ha portato Beppe nel 2016 a vincere il concorso come miglior gelataio d’Italia, a Rimini, con il gusto al Cannolo Siciliano e di bissare il risultato pochi mesi dopo a Berlino nell’”Italian Challenge-Gelato World Tour”.

«C’erano oltre 140 partecipanti e tutti molto più esperti di me – afferma “Beppe” – alcuni erano pure discendenti di una lunga stirpe di pasticceri e gelatai. Quando ho ricevuto il premio non ci potevo credere: un’emozione che non si può descrivere a parole». Un riconoscimento che il ragazzo da allora condivide con tutto il quartiere di Borgo-Sanzio. «La sua è una bellissima storia di vita che abbiamo conosciuto solo dopo essere diventati suoi grandi amici – spiega Orazio Grasso – un esempio positivo che può dare la svolta in un contesto dove tanti nostri ragazzi lasciano Catania e la Sicilia per andare a trovare fortuna nel resto d’Europa e in America perché qui non trovano lavoro». Per il futuro Beppe non si pone alcun limite e pensa già a nuovi gusti. «Naturalmente saranno tutti all’insegna della tradizione siciliana con la ricetta segreta che, quando sarà il momento adatto, tramanderò a mio figlio dodicenne Qays che oggi mi dà una mano in negozio. Ritornare alle Isole Mauritius in futuro? Perché dovrei? La Sicilia e Catania mi hanno dato tutto. Questa è casa mia, dove vive la mia famiglia, dove lavoro e dove ci sono i miei amici».

Foto di Davide AnastasiCOPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA