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Il sogno di Laura Salafia ora è realtà: laurea honoris causa in Filologia Moderna

La cerimonia nell'Aula Magna Mazzarino dell'Università di Catania: «Attraverso la sofferenza ho trovato la mia ragione di vita»

Di Redazione |

Nell’aula magna “Santo Mazzarino” del Monastero dei Benedettini, l’Università di Catania ha conferito a Laura Salafia la laurea magistrale honoris causa in Filologia Moderna, facendole coronare quel desiderio di raggiungere la laurea, un sogno infranto nel giorno dell’”incidente” che le cambiò la vita.

Laura fu infatti vittima incolpevole di una sparatoria avvenuta l’1 luglio 2010 in Piazza Dante, a pochi passi dalla sede dell’allora Facoltà di Lettere, oggi Dipartimento di Scienze umanistiche. La cerimonia è stata aperta dal rettore Francesco Priolo, mentre le letture della motivazione e la laudatio sono state affidate alla prof.ssa Marina Paino, direttrice del Disum. Nel corso della cerimonia sono anche stati letti brani tratti dal volume “Una forza di vita” scritto proprio da Laura Salafia e alcuni frammenti poetici di Chandra Livia Candiani, a cura delle studentesse Doriana Giudice, Lucia Portale e Rita Re. I momenti musicali sono stati curati invece dal Coro dell’Università di Catania diretto da Giuseppe Sanfratello e Paolo Cipolla.

«Attraverso la sofferenza e la fatica – ha detto Laura – sono riuscita a trovare la ragione di vita che mi fa amare la vita e le persone. A darmi la forza chi ha creduto in me con tanto amore e solidarietà. Ringrazio tutti quanti per aver creduto in me. Mi trovo a vivere come in un oceano in tempesta, con onde e fulmini che si abbattono da tutte le parti. Ma sono ancora a qui lottare. Questa condizione di precarietà mi ha donato tuttavia qualche scintilla di ottimismo, ha rafforzato la mia fede, sono diventata più abile a leggere nel cuore umano. Ho avuto sempre fame di vivere e questa fame non è mai venuta meno in me. Io voglio vivere, anche se so che nulla sarà più come prima. Io ho il dovere di farlo fino in fondo, senza arrendermi. E ti giuro che non sarà una vita a metà. Sarà diversa, più difficile. Ma non per questo infelice. Ho il diritto di essere felice. Voglio ancora scrutare la bellezza della vita, voglio ardentemente vivere!».

Al suo fianco, come sempre, la sorella Lucia e la dott.ssa Maria Pia Onesta dell’Unità spinale dell’ospedale “Cannizzaro” che l’hanno supportata e aiutata sin dal primo giorno di quel lungo percorso riabilitativo.

«Laura, nonostante le difficoltà – ha detto nel corso della laudatio la prof.ssa Marina Paino, direttrice del Dipartimento di Scienze umanistiche – ha proseguito gli studi con passione per la letteratura, poi trasformata in scrittura prima come giornalista e poi come autrice di un volume autobiografico. Tutti i docenti hanno sposato in pieno questo atto, anche in Senato accademico, e poi al Ministero dell’Università – ha aggiunto la prof.ssa Marina Paino -. Abbiamo voluto restituire a lei quello che la vita le ha tolto. L’ha voluta fortemente, non è riuscita a raggiungere, ma noi oggi le abbiamo regalato questo sogno».

Laura nel maggio del 2021 è stata insignita dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica con una cerimonia che si tenne proprio nell’aula magna del Palazzo centrale dell’Università di Catania.

Nata a Siracusa il 5 giugno 1976, ha vissuto a Sortino e dopo una parentesi a Padova per insegnare alle scuole primarie statali è ritornata a Catania nell’autunno del 2006 per completare gli studi universitari in Lettere moderne avviati nel 2000. Ma il 1° luglio 2010 la vita di Laura Salafia cambiò. verso. Aveva da poco sostenuto un esame di Letteratura spagnola quando, nei pressi di Piazza Dante a Catania, si scatenò una sparatoria e una pallottola vagante la colpì alla schiena causando una lesione al midollo che la rese tetraplegica. Dopo una lunga degenza al centro di riabilitazione di Montecatone-Imola e poi all’Unità spinale dell’Azienda ospedaliera “Cannizzaro” di Catania, è tornata a studiare nel 2013. La sparatoria non aveva radici mafiose, ma nasceva da un regolamento di conti e così per Laura Salafia fu impossibile accedere ai benefici destinati alle vittime della mafia. Il 27 ottobre del 2011 il Gup di Catania ha condannato a 18 anni di reclusione Andrea Rizzotti, l’ex impiegato comunale che aveva sparato il colpo di pistola accidentalmente intercettato da Laura. Nel processo d’appello la condanna sarà poi ridotta a 16 e mezzo di carcere. Laura Salafia un anno e mezzo dopo la sparatoria ha anche avviato una collaborazione con il quotidiano “La Sicilia”, che ha ospitato suoi articoli di commento all’attualità o di ricostruzione autobiografica. La Domenico Sanfilippo Editore ha infatti pubblicato anche, nel 2017, il volume “Laura Salafia – Una forza di vita”.COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

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