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Benedetta Scuto, l'autrice e regista catanese che ha conquistato Londra

La giovane, 28 anni, dopo anni di sacrifici è riuscita ad imporsi nel panorama teatrale inglese con la piece “Lenta morte di un fiore di loto”

Di Maria Lombardo

“Lenta morte di un fiore di loto” pièce messa in scena pochi giorni fa a Londra segna il debutto da autrice e regista di una ventottenne catanese di talento, Benedetta Scuto. «Dopo tanti sacrifici i risultati cominciano a vedersi - dice - ma è pesante stare a lungo lontana dalla mia città.  Vivo da 10 anni fuori, prima a Ginevra, ora a Londra». 
Diploma in pianoforte al conservatorio Bellini di Catania, la Scuto si è laureata a Ginevra in traduzione e interpretariato ma mentre andava ad audizioni per mimi e comparse, appassionandosi al teatro. «Chiamata contemporaneamente  per un lavoro importante e per uno spettacolo con Serena Sinigallia, ho scelto il secondo.  Mi sono spostata poi a  Milano, teatro dell’Elfo, sempre con la Sinigallia, quindi ho pensato di studiare in un’accademia teatrale a Londra città dove andavo spesso per assistere agli spettacoli del Globe Theater». All’inizio Benedetta si è mantenuta lavorando in un negozio di cioccolatini mentre frequentava l’accademia d’arte drammatica e la London School Musical theater. Diplomatasi durante il lockdown nell’impossibilità di fare lo spettacolo di diploma, ha chiesto ai compagni di studi di mettere assieme in scena un testo scritto da lei in inglese “Lenta morte di un fiore di loto” che ha anche prodotto e diretto. «Provavamo a casa mia  e facevamo il tampone ogni giorno. Ci hanno selezionati per il  Camden Fringe, festival di teatro nuovo». La pièce è andata in scena all'Etcetera Theatre pochi giorni fa ed ha avuto ottime recensioni. Benedetta Scuto commenta: «È un testo col quale mettiamo in discussione le regole della narrazione tradizionale. Chi ha detto “Mi hai cambiato la vita”, chi “Mi sono seduta e dopo 20 secondi ho capito che non era  nulla di ordinario».

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Ferma la volontà di continuare. «Ho capito che dovevo fare questo. Certo qui le condizioni di vita sono difficili e precarie. Sono riuscita a produrre lo spettacolo, anche perché vedo tanto teatro qui a Londra, ovviamente stando in piedi in ultima fila con i biglietti che costano di meno. È molto democratica qui la scena teatrale».
Gli interpreti (Matisse Ciel Pages, Meghan Mabli, Clio Carrara, Reggie McCarthy, Marco Teixeira, Louis Cruzat) sono di varie nazionalità. «Molti giovani come me sono rimasti dopo la Brexit. Per nuovi ingressi mettono il bastone tra le ruote ma Londra resta il meglio per la cultura nel mondo occidentale». Adesso la pièce, definita “una reverie surreale”, dovrebbe andare al Vault Festival e l’autrice, che guarda come riferimenti a Serena Sinigallia e Gabriele Lavia, adora Tom Stoppard, John Logan, Jemy Lloyd Company, Jez Butterworth, Sam Mendes, si dice certa che  «Bisogna seguire i propri sogni. Se non lo fai, sei infelice. Ho fatto lavori umili, tipo preparare panini per potermi assentarmi per il  teatro. Ho dovuto rinunciare invece a un lavoro di traduttrice e interprete con tanto di stipendio».  Benedetta ha perso il papà da poco ed è a lui che dedica il successo del suo spettacolo.  «È stato il momento più difficile e triste della mia vita ma tornata a Londra mi sono buttata sullo spettacolo e ce l’ho fatta».

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