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Così “Penelope” dà un taglio alla tratta e tesse la tela della solidarietà

A Catania, Gaggi e Messina una sartoria che sostiene le donne migranti

Di Alessia Vanadia

Si esprime soprattutto con i fatti e, quando lo fa a parole, la sua è una dialettica che parla di liberazione e dei frutti dell’impegno portato avanti da quasi due decenni in difesa delle vittime di violenza, sfruttamento sessuale e lavorativo. E’ la realtà dell’associazione Penelope, coordinamento di solidarietà sociale onlus presieduta da Giuseppe Bucalo, iscritta dal 1998 al Registro generale delle organizzazioni di volontariato con base a Gaggi, nella Valle dell’Alcantara, e operativa nei 24 Comuni del distretto D32 di Taormina e nelle città di Catania e Messina.

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Gli ultimi risultati in termini cronologici, freschi freschi di battesimo, sono il progetto di lotta alla tratta “Rete Sicilia - Nuvole Reloaded” e la sartoria sociale “MO Moda Operandi”, presentati dalla Penelope in occasione della XV Giornata europea contro la tratta di esseri umani, celebrata o meglio vissuta attraverso un’intera giornata di mobilitazione cominciata a Catania nella sede dell’Istituto per Ciechi “Ardizzone Gioeni” con lo slogan “La Sicilia non tratta” e conclusasi nella città dello Stretto al centro polifunzionale “I’M” di via Felice Bisazza sotto il cartello “Messina Sfrutta zero”. 

 


Il nuovo “Nuvole” è un proseguimento a più ampio respiro del precedente omonimo progetto che qualche anno fa aveva attirato l’attenzione dei ministri delle Pari opportunità dei Paesi del G7, venuti in visita presso la sede gaggese per ascoltare le storie delle vittime e incontrare gli operatori. Promosso dall’Ufficio Speciale Immigrazione dell’assessorato regionale della Famiglia e finanziato dal dipartimento Pari opportunità nell’ambito del piano nazionale antitratta, esso ha quale ente attuatore capofila proprio l’associazione Penelope (coadiuvata da vari enti partner) e garantisce  interventi di emersione, protezione, accoglienza e inclusione sociale ai migranti  vittime - certe o potenziali - di fenomeni di violenza di genere e di sfruttamento sessuale, lavorativo, accattonaggio forzato e coinvolgimento in attività illegali. 


“Mo Moda Operandi” è, invece, una sartoria sociale interetnica promossa sempre dalla Penelope e finanziata dalla Chiesa Valdese a valere sui fondi dell'8xmille del 2020. Inaugurata l’anno scorso con l’apertura della sede in via Regina Margherita 1 a Gaggi, si è costituita da qualche settimana   come attività commerciale per proporre percorsi di inclusione lavorativa e di mediazione e dialogo interculturale. La sartoria, aperta al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, produce abiti su misura e accessori di moda originali con stoffe e tecniche della cultura africana, inoltre offre un servizio per la riparazione rapida di abiti e la realizzazione di orli. Tutto il ricavato è destinato allo sviluppo di progetti di integrazione e inclusione lavorativa di donne migranti e italiane in situazione di fragilità e vulnerabilità sociale. Le creazioni dai colori caldi e dalle stampe floreali o geometriche sono state fatte sfilare nelle due città metropolitane: un simbolo di quella leggerezza e libertà ritrovata dalle tante nigeriane accolte e salvate dalla onlus. 


Tra le istituzioni scese in prima linea al fianco della Penelope per partecipare alla giornata europea contro la tratta degli esseri umani e appoggiare il nuovo progetto  e la sartoria sociale, ci sono stati  l’assessore regionale della Famiglia, Antonio Scavone, gli assessori ai Servizi sociali dei Comuni di Catania, Giuseppe Lombardo, e di Messina, Alessandra Calafiore, e il sindaco di Scordia, Francesco Barchitta.


Si è discusso di bisogni, priorità e strategie comuni per rendere effettivo il diritto all’autodeterminazione dei migranti vittime di tratta e esigibili i loro diritti di cittadinanza. Si è parlato delle contraddizioni di un sistema legislativo che da una parte crea diseguaglianze e vulnerabilità, esponendo al rischio di sfruttamento i migranti, e dall’altra corre loro in aiuto coi progetti antitratta.

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