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Dal Trentino all'Etna il ritorno a casa di Vincenzo in bici e con il coniglio "Bongo"

Il 27enne originario di Castiglione di Sicilia sta attraversando l'Italia sventolando la bandiera della Trinacria. E' partito da Dimaro

Di Michele La Rosa

Millecinquecento chilometri in bicicletta, dal Trentino alla Sicilia, per ritornare nel suo paese natio. La sua doveva essere un’impresa solitaria e silenziosa, ma questo ragazzo in bici che attraversava l’Italia sventolando la bandiera della Trinacria non poteva passare inosservata. Vincenzo Zumbo, 27 anni, è partito giovedì pomeriggio da Dimaro (Trento) e raggiungerà nei prossimi giorni Castglione di Sicilia. 

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Maestro di sci sull’Etna, poi la voglia di cambiare e trasferirsi altrove. In Trentino ci lavora alcuni mesi l’anno, dapprima come maestro di sci ma negli ultimi mesi pure in un parco avventura. Luoghi ed abitudini diverse, opportunità diverse, ma il suo cuore resta a Castiglione di Sicilia dove vive ancora la sua famiglia. Durante il viaggio lo abbiamo sentito più volte, con aggiornamenti sulle sue tappe: ha già attraversato il Trentino Alto Adige, il Veneto, e sta percorrendo l’Emilia Romagna da dove - proprio oggi - ripartirà da Bologna verso il Sud toccando la costa tirrenica. «Mi accompagna un coniglietto, lungo il percorso la notte ho dormito da amici ma sono attrezzato pure per sostare nei campeggi. Una sfida con me stesso - dice Vincenzo Zumbo - un viaggio simbolico per unire due terre che io amo, l’Etna dove sono nato e risiede la mia famiglia, e il Trentino dove stagionalmente lavoro. Da sempre amo la bici e il senso di libertà che trasmette». Il suo percorso attraverserà almeno sette regioni, ma non ha una tabella di marcia ben precisa, non è una gara o una corsa contro il tempo. «Bongo, il mio coniglietto mi farà compagnia, da due mesi è con me, ho portato per lui fieno e mangime, attraversando l’Italia andrò a trovare pure degli amici ma mi consentirà di scoprire anche zone a me sconosciute. Lo sport è la mia grande passione, e la voglia di fare escursioni, di immergermi nella natura. In Trentino ci resto diversi mesi l’anno per lavoro, ma i miei amici sono sempre li sull’Etna, e stavolta voglio tornarci in bici, portando in giro per l’Italia i colori della Sicilia».

Lungo il percorso ha percorso molti tratti su piste ciclabili, ha fatto amicizia con altri ciclisti incuriositi dalla bandiera e dal coniglietto che accompagna Vincenzo, percorrendo insieme così lunghi tratti e condividendo la passione per le bici. «È stato bello vedere ciclisti incuriositi alla mia avventura e percorrere insieme delle tappe, parlando delle nostre passioni sportive, del perché della mia iniziativa - dice ancora il nostro protagonista - . Quattro giorni già di pedalate lungo lo stivale, scontrandosi anche con le intemperie, difatti il primo giorno pioveva in Trentino, ma non ha voluto rinviare la partenza. Vincenzo Zumbo così ci racconta delle sue tappe, lungo percorsi alternativi alla grandi rete viarie, scoprendo così con la bici suggestivi angoli dell’Italia fuori dalle rotte del turismo di massa o delle grandi folle o code automobilistiche. Un viaggio attraversando montagne e la pianura Padana, toccando parchi naturalistici e borghi misconosciuti. Qui, sull’Etna, la notizia è trapelata nelle ultime ore e gli amici aspettano l’arrivo del concittadino. Vincenzo Zumbo che intanto attraversa lo stivale, ci aggiorna e ci confida che il suo sogno è arrivare presto a Castiglione di Sicilia ma vorrebbe innalzare il suo traguardo sull’Etna, in vetta, laddove ci ha lavorato, laddove il suo cuore batte seppur spesso si trovi sulle fantastiche Dolomiti. Sulla bici, nella sua cassettina ma affacciato, il coniglietto Bongo lo accompagna, destando la curiosità e la simpatia della gente che incontra. Mentre lo contattiamo, prima di andare in stampa, è lungo la Ciclovia del Sole, nel tratto emiliano lungo circa 50 Km e dove attraversa  piccole e vecchie stazioni ferroviarie, possenti ponti e una zona simbolo della cucina emiliana. Un racconto che descrive l’Italia delle piste ciclabili, funzionanti, attrezzate, ben gestite, una realtà che purtroppo in Sicilia non riusciamo a concretizzare, seppur si parli sempre più spesso di cicloturismo. 
 

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