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Daniele Zappalà, il trombettista laureato sei volte

Il musicista suona la tromba e sceglie una leggenda per raccontare la sua infanzia in una terra ricca di emozioni

Di Salvo Sessa

Un poema sinfonico per raccontare una vecchia ballata saracena fatta “di luna, di focu e di mari”. L’autore del poema è il trombettista Daniele Zappalà, in arte Daniel Zappa - fondatore della band “Barrio cubano” e del quintetto di ottoni “Jonia Ensemble” – che da poco ha conseguito la sua sesta laurea in ambito musicale, vale a dire il Diploma Accademico di II livello in composizione e direzione orchestra fiati, al Conservatorio “Corelli” di Messina (relatore Carmelo Chillemi). Il poema sinfonico presentato come tesi agli esami di laurea dal giovane trombettista ripostese, che nel 2002 fece parte dell’Orchestra Sinfonica Italiana per il “Pavarotti & Friends” (Rai Uno), racconta, in musica, la storia di “Hela e di Kirbi” – leggenda marinaresca “figlia” della penna del “vulcanico” scrittore Pino Correnti, che la mise in scena nella sua Riposto nel 1948, con gli attori di Radio Catania, nel 1956 con Turi Ferro e Ida Carrara e nel 1971 con Turi Scalia, Fernando Ielo e Geri Palamara – ambientata nel luogo dove poi sorse la commerciale città del porto dell’Etna. «Nella leggenda di Hela e Kirbi i saraceni assalgono Riposto in festa – racconta il musicista - riuscendo dapprima a prevalere, ma dopo la vittoria iniziale vengono sopraffatti dalla gente del villaggio.

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Kirbi, il figlio del sultano, su suggerimento di Hela, la figlia del capo del villaggio, non viene ucciso, si palesa l’idea di chiedere un riscatto. Tra i due giovani invece sboccia l’amore, che però non ottiene il consenso della gente del villaggio, così Hela e Kirbi fuggono insieme in mare, avvinti nella morte fra le onde». 

Perché ha scelto per la sua sesta laurea musicale la ballata di Pino Correnti? «La ricerca e la scelta della ballata di “Hela e Kirbi” per la mia tesi di laurea rappresenta il desiderio di qualcosa che avesse origine nella terra e nei luoghi della mia infanzia. Una leggenda traslata in musica con i suoi luoghi, le sue tradizioni e le sue immagini suggestive. Aderire alla tradizione con un poema sinfonico, facendo rivivere emozioni legate a un mondo passato, è stato un percorso avvincente. M’interessava riportare in vita, con la musica, tutto un mondo, facendolo rivivere insieme nei suoni e nei timbri un mondo passato, immaginario e seducente, un mondo non più bello di quello attuale, ma che sta sparendo, e da dove tutti noi forse proveniamo». La composizione creata da Daniel Zappa è “arricchita” da diversi strumenti musicali tipici della tradizione popolare siciliana.  «Il contrasto fra gli intrecci sonori, creati dalle continue connessioni ritmiche di figurazioni in costante movimento, esalta le immagini disegnate ed animate da Carmen Battaglia inserite poi in un video. L’attenzione si focalizza sull’immagine  e il sonoro che rappresenta assumendo un ruolo decisivo e imprescindibile nel costruire l’idea esposta».

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