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Francesco Iarrera, unico sindaco siciliano in lizza tra i più virtuosi d'Italia

Dal 2019 alla guida di Oliveri, comune della provincia di Messina, il primo cittadino è rientrato nella rosa degli 11 sindaci che sono stati selezionati dall'Associazione dei Comuni Virtuosi per partecipare a "Il gioco del sindaco"

Di Alberto Cicero

«Ci sono sindaci che giocano in difesa, chiusi a riccio nel tentativo sempre più complesso di evitare una sonora sconfitta, dribblando burocrazia e problemi, mancanza di risorse e personale fuori forma. Ci sono sindaci che passano al contrattacco, scansano i guai con un pallonetto e vedono traiettorie che si fanno assist formidabili per progetti sorprendenti. Sono fuoriclasse, non c’è dubbio. Ma non giocano da soli. Passano la palla, aspettano, si fanno forza nella forza degli altri, nel gioco di squadra».
Nell’incipit de “Il gioco del sindaco” indetto dall’Associazione dei Comuni virtuosi c’è tutto l’ambivalente destino di un sindaco dei giorni nostri. Far funzionare la “macchina” ma con il respiro cortissimo dato dalla privazione delle risorse economiche? Una magia che non sempre riesce specie se il Comune è piccolo, l’economia asfittica e dagli altri Enti arrivano fondi col contagocce...

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Francesco Iarrera, 46 anni, nutrizionista, è sindaco di Oliveri dall’aprile 2019. E’ l’unico sindaco siciliano in lizza - nella squadra dei migliori 11 (ci sono anche Comuni famosi, e ben più ricchi, come Crema o Sestri Levante) selezionata dall’Associazione - per aggiudicarsi il primato fra i sindaci virtuosi di tutta Italia. «Sì, ma gli altri Comuni finalisti sono più grandi del mio. Quindi, visto che il voto è tutto on line, non sarà facile... Il vero premio è essere entrato fra i migliori undici». Ma lui, il sindaco, alle vetrine titolate un po’ c’è abituato. Il Tg1 di prima serata un mese dopo la sua elezione mandò in onda un servizio su questo minuscolo - ma magicamente incastonato fra il Tindari e il Tirreno - paese della Sicilia (2.000 abitanti che vivono quasi esclusivamente di un turismo che quest’anno ha avuto un vero boom). Si era svolta la prima giornata di “edilizia solidale” e la cosa valeva già un posto nel “prime time” della rete ammiraglia della Rai. Così Oliveri ebbe, per la prima volta, il palcoscenico più importante.

- Sindaco, cos’è l’edilizia solidale?
«E’ una iniziativa che coinvolge cittadini e ditte per effettuare manutenzioni in ogni angolo del paese. Sono circa 100 persone che per un giorno si mettono a disposizione del proprio paese. E quindi, in pratica, di sé stessi. Quella volta, tutti insieme, abbiamo rifatto i marciapiedi del lungomare ma con queste caratteristiche le iniziative sinora sono state già tante».

 

 

- Qual è la molla che spinge un abitante a prendersi concretamente cura del proprio paese dedicandovi il proprio tempo e il proprio impegno?
«Il coinvolgimento nasce dal sentirsi parte della stessa comunità. E dalla consapevolezza che è tempo di risolvere insieme i problemi. E’ l’unica strada per farcela. E’ fondamentale lo spirito per trovare soluzioni estemporanee e risorse per gestire un Comune che, poi, non è altro che il tema del concorso fra sindaci».
- E’ questa la formula magica di un sindaco alla prima esperienza?

«No, casomai di un sindaco sportivo... Mi piace correre 3-4 volte a settimana insieme a degli amici. Mentre corriamo raccogliamo rifiuti e poi li gettiamo dove vanno smaltiti. Ora lo fanno in tanti e questo dimostra che gli esempi sono efficaci. Mi piace anche andare in bicicletta e dalle due ruote è venuta un’altra idea: ho una bici vintage sulla quale ho fatto montare un cestino in legno nel quale metto dentro tutte le cartacce che trovo in giro. Da questo ne è nata un’altra iniziativa di “attività circolare”. Ho coinvolto i bambini a fare altrettanto, con bici modificate e attrezzate. Chi recupera più carta come premio ottiene dei buoni sconto per la giostra. Le bici sono state donate dalle piccole imprese locali e anche il nostro biciclettaio del paese, Mario, ne ha data una a dimostrazione che il coinvolgimento è generale e le attività economiche ne beneficiano». «I sogni non costano niente, e il mondo è un posto migliore di come a volte viene descritto» disse il sindaco Iarrera in quella intervista al Tg1 che segna, ormai, una grande svolta nella storia di un piccolo paese. Ma il sogno, in effetti continua. Chissà che il 31 ottobre, giorno della proclamazione del sindaco più virtuoso, Iarrera non diventi un esempio per tutta Italia.

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