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Sergio Matina, il dj riberese che fa ballare mezzo mondo

L’alchimista del suono Mediterraneo per il suo innato talento nel mixare la musica underground facendo ballare centinaia di migliaia di giovani e meno giovani dappertutto

Di Giacomo Palermo

Sergio Matina originario di Ribera è considerato l’alchimista del suono Mediterraneo (definizione dall’amico Victor Simonelli) per il suo innato talento nel mixare la musica underground facendo ballare centinaia di migliaia di giovani e meno giovani in tutto il Mondo.

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E’ un professionista del settore che concepisce il proprio lavoro come vera e propria arte. Sergio combinando House, Tech House & Tribal ha creato un suo stile musicale personale che lui stesso ha ribattezzato HouseCrack. I suoi lavori discografici sono stati pubblicati in etichette come: Universal Records, Tommy Boy Records, Ministry Of Sound Records, Armada Music, Kult Records, WhoreHouse Records, Pornostar Records e tante altre.

Matina insieme a Costantino Padovano ha fondato e gestisce la TendenziA Records (gruppo V.O.T.U. Productions ‘MIAMI’), etichetta discografica che subito si fa rispettare nel panorama discografico “Dance Oriented” internazionale grazie alle sue produzioni.

- Come, quando è perché ti sei avvicinato alla musica e al mestiere del Disc Jockey?
La passione per la musica è nata presto in me, infatti già a 5 anni (racconta mia madre) passavo intere giornate davanti allo Radio ad ascoltare musica... ma la svolta definitiva fu all'età di 15 anni, quando l'amore per la musica da Club mi portò ad acquistare (dopo aver fatto svariati lavoretti per mettere da parte un bel po’ di vecchie lire) un paio di Technics SL1200 ed un mixer audio Davoli. Dopo essermi allenato come “un pazzo” sulla tecnica di mixaggio e nella selezione dei brani, passando intere giornate a mixare per svariati mesi, avevo una voglia matta di mettere in atto davanti ad un vero pubblico la mia arte e il mio estro, occasione che per me arriva nel settembre del 1988… quando un gruppo di amici organizzò un party (in un noto locale dell'epoca) è il Dj della serata ero proprio io. Quella sera vennero più di 1000 persone (un botto in più di quello che il locale poteva accogliere) e per me fu un'emozione pazzesca, la stessa che tutt'oggi provo....

Cosa ti ha spinto negli anni a scegliere questo tipo di carriera?

Senza ombra di dubbio l’immenso amore e la grande passione per il DJing e per il Clubbing… vivendo da sempre il tutto con grandissima umiltà… ringraziando e mai abusando del dono che ho ricevuto… ovvero quello di fare il lavoro più bello del mondo grazie al quale ho donato in tutti questi lustri gioia e felicità, a tutti i Clubbers che venivano ad ascoltare e a ballare il mio sound.

Oggi molti giovani sognano di diventare DJ di successo… quali consigli ti senti di dare a chi vuole intraprendere la carriera di DJ/Producer?
Innanzitutto, credo cha alla base ci debba essere tanta passione ed amore per la musica, vivere il proprio percorso artistico umilmente, avere un grande spirito di sacrificio, non arrendersi mai alle prime porte che vengono loro chiuse in faccia, essere sempre professionali, seguire il proprio gusto musicale e avere tanta, ma tanta, ma tantissima voglia di arrivare... e logicamente anche un pizzico di fortuna!!!
 

Un tuo pensiero sulla nuova tecnologia, aiuta in qualche modo o penalizza?
Il mestiere del Disc Jockey nasce con i Vinili e per un veterano come me quella è indubbiamente la base… ma comunque i tempi si evolvono e bisogna restare aggiornati e al passo con i nuovi trend ed i nuovi DJ Equipments… perciò tranquillamente posso dire senza ombra di dubbio che utilizzando al meglio le nuove tecnologie la performance di noi DJs migliora decisamente… rendendola più dinamica, più fluida ed assoggettabile all’estro e alla fantasia che ognuno di noi addetti ai lavori della consolle mettiamo in atto quando siamo chini a suonare e a creare emozioni con la nostra musica.

Con la pandemia il settore della Dancefloor mondiale ha subito molte perdite in termini economici… ipotizzando una possibile riapertura delle discoteche e dei club, tutto ripartirà da dove avevamo lasciato o secondo te, questo stop forzato sarà servito a ripartire da una "pagina bianca"?
Da sognatore quale sono, spero e mi auguro che si riparta con una nuova veste… diciamo un Clubbing 2.0, dove si metta al centro innanzitutto la voglia di creare e sperimentare nuovi percorsi d’intrattenimento (ma con grande rispetto di quello che fu), dove ritorni quell’attitudine, quell’amore e quella passione che i veri Art Directors di una volta mettevano nelle locations che gestivano (eliminando la supremazia ed influenza dei PR sulle proprietà) e dove era un piacere suonare come DJ Resident dato che ti sposavi totalmente con un progetto, una filosofia ed una visione d’insieme a lungo periodo che sfociava in magia ogni sabato notte. Ma questo sarà il tempo a dircelo… di sicuro ci saranno tante locations che vorranno subito monetizzare, dopo tutto questo periodo di lockdown aziendale e forse in pochi saranno quelli che affronteranno un percorso più difficile e lungo chiamato appunto Clubbing 2.0. Comunque resto fiducioso che questo periodo ci abbia cambiati in meglio e che in molti sceglieranno la giusta via per la loro ripartenza… di sicuro personalmente (quando sarà) mi sposerò con quelle strutture / locations / organizzazioni che vorranno fare la differenza e che daranno qualità a 360° al cliente / clubber su tutti i versanti (accoglienza, musica ricercata e non banale, scenografie mozzafiato, sound & light system di qualità, animazione artistica, food & beverage di alto profilo, ecc…).

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