A Sicula Trasporti da 161 Comuni soltanto il secco indifferenziato. Ma rivive il piano per “allargarsi”
Quello della discarica sul territorio di Lentini rimane, per la zona nord della provincia di Siracusa, un mostro a quattro teste che nessuno riesce a sconfiggere.
Discarica della Sicula Trasporti
Per i 161 comuni della Sicilia orientale la discarica di Sicula Trasporti continua a rimanere aperta, ma solo per ricevere il secco indifferenziato. All’interno dello stabilimento ormai saturo, secondo quanto spiegano i dirigenti responsabili del settore Igiene Bruno Zagami del Comune di Lentini e Giovanni Spagnolello di Carlentini l’indifferenziato viene raccolto nel centro di trattamento dove viene lavorato per poi essere spedito fuori regione. Strada diversa invece è quella dell’umido che viene trasportato dai Tir di Lentini negli stabilimenti Rem e da quelli di Carlentini negli impianti Sicula Compost.
I costi a carico dei Comuni? Non ne parliamo. Perché mentre per Lentini si è riusciti a mantenere le tariffe dello scorso anno, comunque sempre alte, a Carlentini la bolletta della Tari è lievitata del 25% a causa del raddoppio dei costi in discarica, pari a 400 euro a tonnellata. A prescindere da costi e trasporti, a parte l’indignazione dei cittadini, quello della discarica Sicula Trasporti sul territorio di Lentini rimane per la zona nord della provincia di Siracusa un mostro a quattro teste che nessuno riesce a sconfiggere. Un ecomostro per dirla tutta, che pian piano sta avanzando fino ad arrivare a 800 metri dalle case di contrada Bonvicino sul territorio di Lentini.
A nulla è servito il parere contrario del Consiglio comunale di Lentini alla variante per l’allargamento del sito. A nulla è servita neanche la lotta dell coordinamento contro la discarica Armicci e Bonvicino e dal comitato Antudo, da anni in prima linea insieme alla associazioni che hanno a cuore la salute dei cittadini, sempre sul piede di guerra e pronti a intraprendere qualsiasi azione, persino a fare barricate umane.
A settembre - come racconta Maria Adagio rappresentante del comitato Antudo e del coordinamento No discarica - vennero installate alcune centraline in collaborazione con Arpa e Cnrr, sul tetto dell’istituto superiore Gorgia Vittorini a seguito odori molesti segnalati dai cittadini di Lentini e Carlentini. Il campionatore della centralina registrò un alert significativo, indicando in una sola giornata 780 unità odorimetriche su un parametro che nella norma non dovrebbe superare 300 unità. «È chiaro che Lentini e il suo territorio non intendono tollerare altri impianti e nemmeno allargamenti – dichiara Adagio – ed è chiaro anche che le soluzioni dovrebbero partire dalla Regione e non da una singola amministrazione. L’allarme resta alto tanto quanto il disinteresse e la disattenzione da parte di chi dovrebbe porre fine alla vicenda. Resta un mistero il motivo per cui nonostante il parere negativo del Consiglio comunale sull’allargamento fino alle porte di Lentini, l’iter continui. Questo, grazie alle varianti per l’espansione della discarica che corrispondono soltanto alle esigenze di un privato. Segno questo di supremazia e di arroganza nei confronti dei Comuni e del Consiglio comunale».
Negli anni di lotte e battaglie mai vinte, i comitati, il coordinamento e le associazioni hanno più volte denunciato anche lo sversamento del percolato nella galleria San Demetrio e la gestione non conforme della discarica. Evidenze che, assieme a molte altre, sono emerse nelle carte dell’inchiesta “Mazzetta Sicula”.