11 gennaio 2026 - Aggiornato alle 15:55
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«A Siracusa nessuna spy story, lo dissero anche al ministero». Consulente indagato si autoassolve. Ma Fi si rivolge all’Antimafia

Complessivamente, sarebbero cinquantuno i procedimenti penali “bucati”, cioè manipolati o compromessi senza alcuna autorizzazione

01 Dicembre 2024, 20:06

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Sul caso delle presunte intercettazioni abusive che si sarebbe verificato al Palazzo di Giustizia di Siracusa, il gruppo di Forza Italia chiederà un approfondimento alla commissione Antimafia. Il capogruppo Pietro Pittalis, Mauro D’Attis vicepresidente della commissione, Maurizio Gaparri, Pierantonio Zanettin, Giuseppe Castiglione e Chiara Tenerini definiscono lo scenario «inquietante» perché implica «gravi questioni sulla sicurezza delle comunicazioni riservate e sull’integrità delle indagini giudiziarie» e hanno intenzione di approfondire la vicenda chiedendo l'acquisizione degli atti giudiziari prodotti dalla Procura aretusea.
La vicenda, giunta alla fase dell'avviso conclusione indagini, coinvolge, com'è noto, funzionari di alto livello, forze dell’ordine e società private, indagati, a vario titolo, per il reato di concorso in accesso abusivo a sistema informatico. L’accesso illecito riguardava anche i software impiegati per la gestione e l’ascolto delle intercettazioni. Complessivamente, sarebbero cinquantuno i procedimenti penali “bucati”, cioè manipolati o compromessi senza alcuna autorizzazione. «Le indagini - scrivono i parlamentari di Forza Italia - hanno messo in luce che dal 2009 al 2021 la Gr Sistemi veniva utilizzata frequentemente per attività che non avevano nulla a che fare con le indagini giudiziarie ufficiali».

«Apprendiamo con piacere dell'iniziativa parlamentare voluta da Forza Italia, che può finalmente chiarire l'intera vicenda e la totale estraneità ai fatti del proprio assistito», afferma l'avvocato Aldo Ganci, difensore di Salvatore Malfa, il consulente delle imprese che gestiscono il servizio di intercettazioni, il quale aggiunge: «Ogni intercettazione telefonica e ambientale, per poter essere avviata, necessita di un decreto del pubblico ministero. Questo decreto dovrebbe riportare solo Rit e utenza con gli ultimi tre numeri seriali criptati con asterischi. Il decreto viene inviato dal magistrato o dalla polizia giudiziaria che chiede ai consulenti di approntare i sistemi di ascolto fornendo una linea di appoggio sulla quale convergono le intercettazioni. E' evidente che gli operatori non possono ascoltare alcuno».
La difesa di Malfa fa notare che «nel mese di luglio 2020 una commissione ministeriale ha ispezionato tutte le sale intercettazioni del Palazzo di Giustizia alla presenza di Malfa e del procuratore, finendo per elogiarne l'operato non riscontrato alcuna criticità nella relazione finale, anzi, gli ispettori hanno apprezzato la funzionalità di tutto il sistema».