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Bufera sul concerto de L'Elfo a Pachino: "Testi diseducativi"

Particolarmente critico Andrea Nicastro, ex vicesindaco pachinese

Sergio Taccone

17 Settembre 2023, 11:28

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L'Elfo, critiche per il concerto a Pachino

Polemiche dopo il concerto de L’Elfo svoltosi venerdì scorso in piazza Vittorio Emanuele a Pachino. Il rapper catanese ha richiamato tanti giovani e numerosi genitori che hanno gremito il salotto buono del centro pachinese. Applausi e standing ovation per Luca Trischitta, in arte L’Elfo, nato e cresciuto a Catania, con un percorso artistico in continua ascesa che ha registrato anche una tappa nel celebre programma di Fiorello “Viva Radio 2”.

I testi

A scatenare le polemiche sono i testi del rapper. Critico Andrea Nicastro, ex vicesindaco pachinese. «Nella vicina Avola si è esibita Lucilla, youtuber adorata dai bambini, per le sue canzoncine animate. Ai pachinesi è toccato il concerto con un rapper celebre per i suoi testi che raccontano storie di giovanissimi che schifano la scuola, girano su bici ‘arrubbate’, spacciano canne, fumo, acido e dove si dice che nella vita contano solo i ‘soddi’. Sono rimasto francamente sconcertato. - ha affermato Nicastro –. Senza alcuna polemica politica, inutile dato che la sfiducia alla sindaca è stata già anticipata e proclamata, ci si chiede: ma era il caso di consentire, volere o autorizzare che in questa città, che vive un periodo di profonda crisi di legalità, di rispetto delle più elementari norme sociali, etiche e giuridiche, che racconta violenti fatti di cronaca, che deve combattere ogni giorno contro la dispersione scolastica e la diffusione, purtroppo, del traffico di stupefacenti tra giovanissimi, andasse in scena un concerto di questo artista? Francamente sono rimasto sconcertato».

Modelli diseducativi

Giordano Di Raimondo Metallo, ex leader locale dei salviniani, parla di testi diseducativi. «Per i nostri figli vogliamo modelli positivi, di giovani che cercano di migliorarsi attraverso lo studio, diventando cittadini modello nel rispetto della legge e delle autorità. - ha affermato – Spero che i nostri ragazzi pensino a studiare, non ascoltando brani diseducativi con frasi scurrili».
A difesa de L’Elfo arriva l’assessore comunale allo Spettacolo, Salvatore Runza, che conosce bene il rapper avendo lavorato lungamente a Catania. «Sono stupito per alcuni commenti, offensivi nei confronti delle tantissime persone che hanno applaudito il rapper etneo. Chi si erge a censore a che titolo lo fa? - si chiede Runza - L’Elfo è apprezzato a livello nazionale, scelto da tutti i partiti della sinistra catanese per il concerto di chiusura della campagna elettorale di Maurizio Caserta, candidato sindaco nelle elezioni amministrative di Catania quattro mesi fa. È stesso artista che ha tenuto, promosso dal Comune di Catania, un concerto, con ventimila spettatori, in piazza Duomo, il 28 dicembre scorso insieme a Lello Analfino. Certe polemiche sono provocate solo da odio politico che tanto male ha fatto a Pachino e che andrebbe estirpato per il bene dei nostri figli». Per Nicola Costa, assessore comunale alla Legalità e docente universitario, «censurare è sempre deleterio e da evitare. Non ho visto il concerto, trovandomi a Marzamemi, ma mi hanno riferito della presenza di molte famiglie e in un clima di serenità, godendo della musica presentata da L’Elfo. Sono stupito della veemenza di certe frasi censorie – conclude l’assessore Costa - che rispedisco decisamente ai vari mittenti».