Francesco al Gip: «Ho ucciso Nicolò per difendermi, mi minacciava con il branco»
Le prime dichiarazioni del giovane accusato dell'omicidio del ragazzo davanti un pub di Francofonte. Movente forse legato alla gelosia. Convalidato il fermo
Francesco Milici, il giovane francofontese indagato per l'omicidio del sedicenne Nicolò Lucifora, è comparso questa mattina dinanzi al Gip del tribunale di Siracusa, Andrea Migneco. Oltre alla convalida del fermo di polizia giudiziaria, eseguito dai carabinieri nelle ore successive alla tragica colluttazione, l'indagato è stato sottoposto anche all'interrogatorio di garanzia. Milici, che compirà 22 anni lunedì prossimo, è assistito dagli avvocati Massimiliano Lo Presti e Vanessa Impeduglia, che hanno nominato un consulente tecnico. Si tratta del medico legale Maria Francesca Berlich, che affiancherà gli esperti che la Procura ha incaricato di eseguire l'autopsia sul cadavere della vittima.
L'autopsia sul corpo di Nicolò
L'esame autoptico sarà eseguito all'obitorio dell'ospedale di Lentini dove è custodito il corpo della vittima dalla notte in cui si è consumato l'episodio. Il procuratore capo Sabrina Gambino e il sostituto Davide Viscardi, che coordinano le indagini, hanno intenzione di avvalersi di quattro consulenti tecnici fra medici legali e periti in modo da avere un quadro esaustivo su quanto avvenuto la notte tra sabato e la domenica di Pasqua in via Nastro Azzurro, luogo della movida di Francofonte.
A puntare i riflettori su Milici sono stati gli investigatori del comando provinciale dei carabinieri di Siracusa, coadiuvati da quelli di Augusta e Francofonte. A riscontro delle dichiarazioni di alcune persone presenti sul posto al momento del litigio e dall'esame delle immagini tratte dal sistema di videosorveglianza della cosiddetta “via dei pub” nel centro di Francofonte,, i militari dell'Arma hanno rinvenuto il coltello a scatto, utilizzato dall'aggressore che è stato individuato e posto in stato di fermo con la grave accusa di omicidio.
Il movente
Nelle ore successive al fermo si erano fatte strada due ipotesi: una è la gelosia, con una ragazza oggetto di qualche complimento di troppo, e l’altra, ovviamente da dimostrare, legata a presunti conti in sospeso per droga. Ma il colpo di scena trapela dai difensori di Milici: la tesi della legittima difesa fondata sul fatto che già da qualche giorno l'indagato fosse stato preso di mira dal minore e da altri suoi amici.
Il fermato avrebbe già raccontato agli inquirenti di essere stato minacciato di morte. La vittima, insieme a un altro giovane, gli avrebbe inviato messaggi minatori. Al nuovo diverbio, i due avrebbero rinviato la contesa alla sera di sabato quando poi sono venuti a contatto, davanti a uno dei pub della zona, con il tragico epilogo in cui Lucifora ha perso la vita a causa delle lesioni provocate dalle coltellate sferrate dal ventiduenne.
E oggi Francesco Milici al Gip avrebbe detto di essersi difeso da un’aggressione e aver scagliato colpi alla cieca con il coltello
Il gip del Tribunale di Siracusa, Andrea Migneco, ha ascoltato la sua versione ma alla fine ha convalidato il fermo di Francesco Milici.