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Siracusa

“Consacrazione di Russia e Ucraina al Cuore immacolato di Maria”: venerdì veglia con il vescovo al santuario di Siracusa. Inviati in Ucraina cibo e indumenti

Di Redazione

“Atto di Consacrazione della Russia e dell’Ucraina al Cuore immacolato di Maria”: è quanto avverrà venerdì prossimo al santuario della Madonna delle lacrime di Siracusa, durante una veglia nel luogo edificato sul miracolo della lacrimazione del ’53 e inaugurato da Giovanni Paolo II nel 1998. Lo ha comunicato l’arcivescovo di Siracusa, Francesco Lomanto, che presiederà la veglia a partire dalle 20. “Accogliendo l’invito del Santo Padre ad unirci in preghiera per la pace – ha detto rivolto a sacerdoti, diaconi, fedeli e cittadini - ci uniremo spiritualmente all’atto di Consacrazione della Russia e dell’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria”. Don Aurelio Russo, rettore del santuario, ha spiegato: “L’effige della Madonna, che ha versato lacrime a Siracusa, ritrae il Cuore Immacolato di Maria, così come rivelato nelle apparizioni di Fatima. Le lacrime della Madonna di Siracusa – ha aggiunto - confermano i messaggi materni di quelle apparizioni e invitano a pregare Gesù, il quale nulla rifiuta alla sua Madre che piange con le lacrime degli uomini e delle donne, dei bambini e degli anziani minacciati dalla guerra”. La veglia sarà anche trasmessa in streaming sul sito del santuario www.madonnadellelacrime.it. Inoltre in un punto di raccolta del santuario, predisposto dal gruppo territoriale Cisom (Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta), sono stati raccolti oltre 3mila kg tra cibo e indumenti, per aiutare la popolazione Ucraina. “Grazie all’altruismo di una azienda di autotrasporti – ha detto il rettore, don Russo – il prezioso carico è stato traslocato da Siracusa a Catania, per poi essere consegnato nel polo logistico del Cisom di Milano e da lì raggiungere il confine Polonia-Ucraina”. La raccolta di alimenti all’interno del santuario continua: “Saranno destinati alle famiglie bisognose di Siracusa e alle famiglie che accoglieranno i profughi provenienti dall’Ucraina”, ha spiegato il rettore.

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