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Siracusa

All'Ispra il grande progetto di bonifica della rada di Augusta

Il ministero della Transizione ecologica ha firmato la delibera con cui affida all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale gli studi propedeutici

Di Massimiliano Torneo

Il ministero della Transizione ecologica ha firmato la delibera con cui affida all’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) gli studi propedeutici alla bonifica della rada di Augusta.

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È un atto importante, perché certifica che l’iter del Mite verso la realizzazione della madre di tutte le bonifiche siciliane (e non solo) non si ferma. Ad aprile era stato emanato il decreto per la riqualificazione dei fondali del porto Megarese dalle 500 tonnellate di mercurio depositate sui fondali nei primi vent’anni d’industrializzazione (1958-1980). Arrivava dopo trent’anni di traversie e dopo un lungo iter istruttorio ripartito nel 2019. Scaturiva dall’approvazione, in sede di conferenza di servizi, della relazione Ispra e Cnr sullo stato attuale di contaminazione. Al netto delle controdeduzioni di aziende come l’Eni, i cui studi ritenevano oramai “innocue” per l’ecosistema le quantità di mercurio depositate sui fondali.

Dopo l’esito positivo dell’iter istruttorio e l’emanazione del decreto erano arrivate le impugnative al Tar da parte delle industrie coinvolte al tavolo istruttorio. E questo aveva fatto pensare a uno stop. Invece il ministero va avanti: ha firmato l’affidamento, all’Ispra, degli studi che porteranno alla redazione del progetto di bonifica.

Ispra coinvolgerà l’Istituto superiore di sanità e il Cnr. Lo ha sottolineato il ricercatore Cnr Mario Sprovieri, che insieme alla collega Ispra Antonella Ausili ha firmato la relazione approvata sullo stato di contaminazione attuale della rada. Sprovieri ha commentato l’affidamento con un semplice e eloquente: “Si procede”.

La relazione Ispra-Cnr aveva stabilito che: “Dall’analisi dei contaminanti analizzati nei sedimenti durante le indagini successive alla caratterizzazione 2005, si evince uno stato di contaminazione della rada di Augusta che non mostra efficaci segni di ripresa naturale”. E ancora che le caratterizzazioni effettuate tra il 2005 e il 2008 siano state “sostanzialmente confermate dalle indagini successive che mostrano uno stato di contaminazione da mercurio, esaclorobenzene, policlorobifenili e idrocarburi policicli aromatici nei sedimenti”. E che i valori di concentrazione di questi inquinanti presenti nei sedimenti superficiali “sono superiori agli Standard di qualità ambientale (Sqa). Inoltre secondo la relazione “la presenza di contaminanti nei mitili e nei pesci testimonia un processo di bioaccumulo attuale, con il superamento dei valori previsti dalle normative ambientali, definendo un continuo impatto della contaminazione dei sedimenti sull’ecosistema marino, e confermando, sostanzialmente, quanto emerso dalle precedenti indagini”.

Una caratterizzazione Ispra del sito, contenuta nella relazione dal titolo “Il caso di Augusta”, mostra il mercurio in rada associato alle malformazioni congenite neonatali. Nello specifico a: ipospadia, apparato gastrointestinale, sistema neurologico e cardiopatie. Con una frequenza ad Augusta stimata, tra il 2001 e il 2004, del 5,5 percento. Mentre la media nazionale era 1,5 percento e l’Oms fissa come soglia di rischio il 2 percento.

 

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