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Siracusa

Embargo petrolio russo: Prestigiacomo presenta emendamento salva Isab-Lukoil

Di Massimiliano Torneo

Un miliardo e 200 milioni di euro pubblici per permettere all'Isab di Priolo di acquistare greggio altrove e non dipendere solo da quello russo, sotto embargo. È nel testo dell'emendamento che la deputata siracusana di Forza Italia Stefania Prestigiacomo ha presentato al 'decreto aiuti' in discussione alla Camera. "La Sicilia non può permettersi una Caporetto economica", ha detto la deputata. Che ha spiegato: "Per scongiurare la prospettiva della chiusura dell'Isab a causa del blocco delle importazioni di petrolio russo via mare, ho presentato un emendamento al 'decreto aiuti' in discussione alla Camera, finalizzato proprio a consentire la prosecuzione dell'attività degli impianti di Siracusa". Com'è noto a seguito delle sanzioni scattate per l'aggressione all'Ucraina gli istituti di credito hanno rifiutato l'emissione delle lettere di credito all'Isab del gruppo Lukoil, costringendo l'azienda a raffinare solo il petrolio che giunge via mare dalla Russia. Col blocco delle importazioni di greggio via mare, che scatterà il prossimo dicembre a seguito del sesto pacchetto di sanzioni Ue alla Russia, la chiusura della raffineria potrebbe essere inevitabile, "con l'effetto domino in tutta la zona industriale siracusana - spiega Prestigiacomo - e con la perdita di migliaia di posti di lavoro, di una quota importante del Pil siciliano e del 25% della capacità di raffinazione nazionale". Per questo, secondo la deputata, bisogna intervenire subito. "L'emendamento che ho presentato assieme al capogruppo di Forza Italia, Paolo Barelli, consente di estendere le garanzie prestate ex lege dalla Sace spa anche all'Isab fino a un massimo di 1 milardo e 200 milioni di euro. Attraverso questa garanzia pubblica l'Isab potrebbe tornare ad operare sul mercato libero del greggio e assicurare la produzione e i livelli occupazionali diretti, dell'indotto e delle imprese a vario titolo collegate alla raffineria". Poi rivolta al governo: "Credo debba affrontare con celerità la questione e garantire l'operatività della raffineria Isab, soggetto non sanzionato. Il decreto legge contiene proprio un articolo che consente di intervenire subito e senza rinvii. La Sicilia non può permettersi una Caporetto economica e non può pagare un prezzo tanto alto per 'l'economia di guerra' causata dalla brutale aggressione della Russia all'Ucraina". Nell'incontro tra vertici Isab-Lukoil e Mise, che si è tenuto due giorni fa, l'azienda aveva chiesto che il governo sbloccasse le linee di credito intercedendo con le banche. C'è tempo per intervenire fino al 5 dicembre, da quel giorno il blocco al greggio russo sarà operativo (la cronaca di questo incontro Mise/Isab-Lukoil è nell'edizione cartacea de La Sicilia di oggi, 8 giugno, edizione di Siracusa).

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